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Pinacoteca

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Teniers il Giovane: L’arciduca Leopoldo Guglielmo nella sua galleria a BruxellesTeniers il Giovane: L’arciduca Leopoldo Guglielmo nella sua galleria a Bruxelles

Pinacoteca Edifici o sale destinate a ospitare dipinti. Nelle pinacoteche pubbliche, statali o comunali, i dipinti sono esposti per i visitatori. Nelle gallerie d'arte, in genere i dipinti esposti sono in vendita.

Pinacoteche e gallerie d'arte esistevano già nell'antica Grecia: la pinacoteca era allora uno spazio all'ingresso di un tempio riservato alle raffigurazioni delle divinità. Nell'antica Roma la pinacoteca era invece una sala dell'abitazione patrizia in cui si conservavano statue, tavolette dipinte e altri oggetti d'arte. Attualmente il termine è usato per indicare le gallerie d'arte e i musei prevalentemente destinati all'esposizione di dipinti: si pensi ad esempio alle Alte Pinakothek e Neue Pinakothek (antica e nuova pinacoteca) di Monaco di Baviera, alla Pinacoteca di Brera a Milano e alle pinacoteche nazionali di Bologna e di Siena.

In passato le opere d'arte erano commissionate e collezionate da reali, principi e famiglie aristocratiche, o razziate come bottino di guerra. L'idea che l'arte appartenga al patrimonio culturale della nazione piuttosto che a un singolo individuo si andò formando a partire dai primi decenni del XIX secolo, quando appunto vennero creati musei, pinacoteche e gallerie d'arte. Con la Rivoluzione francese, che aveva favorito il diffondersi di idee democratiche e l'affermarsi della borghesia, si diffuse la convinzione che le opere d'arte non dovessero più essere riservate al privato piacere dei proprietari e di una ristretta cerchia di visitatori, ma dovessero essere considerate patrimonio nazionale ed esposte al pubblico.

Le raccolte private vennero aperte al pubblico, spesso negli stessi palazzi in cui erano conservate in precedenza, mentre fu avviata la costruzione di nuovi imponenti edifici destinati a pinacoteche e a musei. Tra le raccolte private accessibili al pubblico le prime furono quella degli Uffizi a Firenze, aperta nel 1743; il Louvre a Parigi, già residenza reale, nel 1793; e l'Ermitage a San Pietroburgo, sede delle collezioni d'arte dello zar, nel 1852. Tra le gallerie nazionali costruite appositamente con funzioni di museo si possono ricordare il Rijksmuseum, ad Amsterdam, aperto nel 1817; il Prado, a Madrid, nel 1819; la National Gallery nel 1838 e la Tate Gallery a Londra nel 1897; il Museum of Modern Art, nel 1929 a New York; e la National Gallery of Art, a Washington nel 1937. Alcune pinacoteche furono create attorno a nuclei di opere d'arte donati da collezionisti privati.

La maggior parte delle pinacoteche e delle gallerie nazionali istituite tra la metà del XIX secolo e gli inizi del XX secolo è ospitata in edifici imponenti, sovente in stile neoclassico, che riflettono il gusto dominante dell'epoca. Gli edifici costruiti dopo la metà del XX secolo sono invece perlopiù espressione di stili d'avanguardia: si ricordano ad esempio il Solomon R. Guggenheim Museum di New York inaugurato nel 1959; l'Israel Museum aperto nel 1965; la Hayward Gallery di Londra che risale al 1968; la National Gallery of Victoria, a Melbourne (progettata alla fine degli anni Sessanta); e il Centre Georges Pompidou, aperto a Parigi nel 1977.

Le gallerie d'arte private, invece, mettono in circolazione opere di artisti contemporanei e svolgono così un ruolo importante sia per i collezionisti sia per gli artisti, cui offrono un tramite per far conoscere e quindi vendere le proprie creazioni. In genere vengono gestite da galleristi che si specializzano in opere di un determinato periodo o di una particolare tendenza, oppure si legano a un singolo artista e ne promuovono le opere.

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