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Rimini Città e capoluogo di provincia dell'Emilia-Romagna; è situata sulla costa del mare Adriatico, all'estremità sudorientale della Pianura Padana, a breve distanza dalla catena appenninica, presso la foce del fiume Marecchia, trasformato nell'ultimo tratto in porto-canale. L'economia locale si basa prevalentemente sul turismo, giacché Rimini è una delle più grandi e frequentate stazioni balneari d'Italia e d'Europa: la parte moderna della città, la cosiddetta Marina, iniziata nella seconda metà dell'Ottocento (il famoso Grand Hotel, in stile Liberty, è del 1908), oggi si estende sulla costa per oltre 12 km. Altre attività economiche sono la pesca e l'industria (stabilimenti alimentari, chimici, metalmeccanici, cantieristici, calzaturieri e del legno). La provincia, che comprende 20 comuni in un territorio per due terzi collinare, si estende nella parte sudorientale della Romagna; le attività principali sono l'agricoltura (frutta, ortaggi) e l'industria alimentare.
Il centro storico, che si trova a oltre un chilometro dal mare, conserva notevoli monumenti, tra cui l'arco di Augusto (27 a.C.), il più antico degli archi trionfali romani conservati; il ponte di Tiberio, iniziato sotto Augusto e risalente al 14-21 d.C.; i palazzi dell'Arengo (1204) e del Podestà (1330), ambedue rimaneggiati; la chiesa di Sant'Agostino, romanico-gotica, del 1247, con affreschi di scuola riminese del Trecento; i massicci resti del castello Sismondo, di Sigismondo Malatesta (costruito fra il 1438 e il 1446). Vero capolavoro dell'arte rinascimentale è il Tempio Malatestiano, una cappella di epoca medievale completamente rinnovata all'esterno da Leon Battista Alberti fra il 1447 e il 1460, e al suo interno, che mantiene maggiormente l'originaria struttura gotica, da Matteo de' Pasti; la chiesa conserva inoltre importanti opere come i bassorilievi di Agostino di Duccio, un affresco di Piero della Francesca e un crocefisso su tavola di Giotto. Il Museo della città comprende il Lapidario romano e una notevole Pinacoteca. Gravi furono i danni subiti da Rimini a causa dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale fra il 1943 e il 1944.
Di origine umbro-etrusca, nel 268 a.C. il primo nucleo della città fu occupato dai romani, i quali vi introdussero una colonia, Aríminum (da Aríminus, nome latino del fiume Marecchia), che diventò un'importante base militare e in seguito, a partire dal 27 a.C., colonia augustea. Nel Medioevo appartenne ai goti, ai bizantini, ai longobardi e ai franchi, costituendosi poi in libero comune nella seconda metà del XII secolo. Verso la fine del XIII secolo passò sotto la signoria dei guelfi Malatesta, che la tennero fino al 1500. Dopo un breve dominio dei Borgia e dei veneziani, passò infine, quale parte del Patrimonio di San Pietro, allo Stato della Chiesa, di cui seguì da allora le sorti politiche. Nel 1815 Gioacchino Murat vi emanò il proclama di Rimini, con cui esortò gli italiani a unirsi a lui per conquistare l'indipendenza e la libertà. Abitanti (riminesi): 131.705 (2001).
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