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Musica greca Musica sviluppata nella Grecia antica. Il termine stesso di 'musica' è di derivazione greca: mousiké indicava non solo l'arte dei suoni, ma anche la danza e la poesia, inseparabili dalla musica nella tradizione orale greca.
Poche sono le partiture giunte sino a noi, come gli Inni delfici (138 e 128 a.C), la cui interpretazione è particolarmente difficile: i greci utilizzavano infatti le lettere del loro alfabeto, modificate, per la notazione musicale; questa trascrizione era parziale e utilizzava sistemi diversi per la musica vocale e per quella strumentale. La vivacità della tradizione orale e l'importanza della memorizzazione nell'apprendimento musicale favorirono la graduale riduzione della letteratura musicale. Nella Grecia antica la maggior parte delle composizioni era probabilmente monofonica, composta cioè di una linea melodica non armonizzata. Melodie e ritmi della musica vocale erano riferiti all'andamento e alle inflessioni del testo; analogamente, la musica strumentale doveva essere legata ai movimenti della danza. L'apice dell'attività musicale si ebbe nell'epoca classica (450-325 a.C.), quando si tenevano feste e agoni di musica vocale e strumentale.
Contrariamente alle partiture, alcuni testi teorici di musica e di acustica dell'antica Grecia sono giunti fino a noi. Nella teoria musicale occidentale classica, il sistema fondamentale che determina i rapporti tra i suoni musicali è l'ottava; nella Grecia antica, l'intervallo di base non era l'ottava bensì il tetracordo. Il primo grande teorico della musica occidentale fu il matematico Pitagora, il quale dimostrò che l'altezza del suono emesso da una corda pizzicata è direttamente proporzionale alla lunghezza della corda, e che l'altezza sale di un'ottava ogni volta che questa è dimezzata; diverse suddivisioni della corda producevano gli intervalli di quarta e di quinta. Gli antichi greci attribuivano un'origine divina alla musica; erano convinti che rappresentasse l'ordine e l'armonia dell'universo e che studiando le proprietà acustiche degli intervalli musicali si sarebbero avvicinati alla comprensione del cosmo. Platone nella Repubblica inserisce la musica tra le principali discipline formative dei futuri guardiani dello stato (pólis).
Numerosi erano gli strumenti in uso nella Grecia antica; tra questi, i principali erano la lira e la cetra(o citara), un oboe doppio e il flauto; questi venivano tutti usati come strumenti solisti e per accompagnare il canto e la recitazione. Gli strumenti a corda erano associati alle cerimonie religiose e al culto di Apollo, mentre quelli a fiato erano usati nel culto di Dioniso e negli spettacoli teatrali (vedi Mitologia greca).
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