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    Dore Gustave ... Nato a Strasburgo il 6 gennaio 1832 e morto a Parigi il 23 gennaio 1883, Gustave Doré è stato uno straordinario illustratore.

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    nato a Strasburgo il 6 gennaio 1832 e morto a Parigi il 23 gennaio 1883, Gustave Doré è stato uno straordinario illustratore. E' considerato uno degli illustratori di ...

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    questo sito contiene alcune incisioni di G.Doré - that url presents all the printings (wood.cuts) made by Gustave Doré for the Dante's Divina Commedia

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Doré, Gustave

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Doré: Divina commediaDoré: Divina commedia

Doré, Gustave (Strasburgo 1833 - Parigi 1883), illustratore, incisore, pittore e scultore francese. Di talento precoce, a quattordici anni pubblicò il suo primo volume di litografie, Les Travaux d’Hercule (Le fatiche di Ercole) e dal 1847 al 1850 disegnò caricature per la rivista parigina “Journal pour rire”.

Giunto alla notorietà con le illustrazioni del Gargantua di François Rabelais (1853), realizzò in seguito serie di tavole per altre grandi opere letterarie, tra cui i Contes drôlatiques di Honoré de Balzac (1855), la Divina Commedia di Dante (1861-1868), La leggenda dell’ebreo errante (1856), le fiabe di Perrault (1862), Atala di Chateaubriand (1862), il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes (1863), il Paradiso Perduto di John Milton (1865) e la Bibbia (1866). Enorme successo riscosse il suo stile grafico, attento ai dettagli e alle sfumature, attraverso il quale Doré crea atmosfere emotivamente coinvolgenti, liriche, talvolta visionarie, caricate di effetti fantastici e misteriosi.

La popolarità delle sue illustrazioni fu tale da imporre nella produzione editoriale il grande formato in folio (vedi Libro), a quel tempo raramente utilizzato. Nel 1868 Doré compì un viaggio a Londra, durante il quale ebbe modo di osservare da vicino la miseria della popolazione operaia dopo un secolo di rivoluzione industriale. Ne trasse spunto per una serie di xilografie connotate da un inedito realismo sociale, con le quali illustrò il volume Londres di Louis Enault (1876).

Doré si dedicò anche alla pittura, esponendo regolarmente i suoi dipinti ai Salon dal 1848 al 1882. I suoi paesaggi, dominati da tinte scure e sovente drammatiche, e le composizioni allegoriche di argomento storico o religioso (L’Enigme, 1871, Musée d’Orsay, Parigi), come del resto le sculture che realizzò a partire dal 1871, non riscossero tuttavia la stessa entusiastica adesione delle sue incisioni.

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