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Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Cambogia (nome ufficiale Preah Reach Ana Pak Kampuchea, Regno di Cambogia), stato del Sud-Est asiatico, delimitato a nord-est dal Laos, a est e sud-est dal Vietnam, a sud-ovest dal golfo di Siam, a ovest e nord-ovest dalla Thailandia. Il paese ha una superficie di 181.035 km² e un’estensione costiera di 443 km; la capitale, nonché maggiore città, è Phnom Penh.
Il territorio cambogiano è caratterizzato da una vasta pianura di origine alluvionale corrispondente al bacino del fiume Mekong, che scorre in direzione nord-sud e riversa stagionalmente le proprie acque nel lago Tônlé Sap: quest’ultimo, infatti, nella stagione secca ha una superficie di circa 2.600 km² e può raggiungere i 10.400 km² nella stagione dei monsoni, periodo in cui il Mekong inonda anche molta parte del territorio che attraversa. La pianura, che si estende nell’area centrale del paese, è delimitata a est da un altopiano collinare, a sud-ovest dai monti Cardamomi, che formano una barriera lungo la costa del paese, e a nord-ovest dalla catena dei Dangrek. Il clima è tropicale monsonico, con una temperatura media annua di circa 26,7 °C. La stagione delle piogge dura da metà maggio a metà ottobre e la media annuale delle precipitazioni è di circa 1.400 mm nelle pianure centrali e di oltre 3.800 mm nelle aree montuose e lungo la costa. Il clima caldo e umido spiega la presenza delle fitte foreste pluviali che crescono in gran parte del territorio cambogiano, in particolare sui versanti montuosi. Nelle pianure situate alle quote più elevate e sugli altipiani predomina invece la savana erbacea: tra gli alberi sono comuni quello della gomma e del kapok, la palma e il banano. Le basse pianure sono invece coperte da estese risaie.
Il 57,7% (2005) della superficie della Cambogia è coperto da foreste; buona la percentuale (il 21,6%) di territorio sottoposto a tutela ambientale. Nel 1925 è stato istituito il Parco nazionale di Angkor, l’antica capitale dell’impero khmer, nonché uno dei principali siti archeologici dell’Asia sudorientale, entrata a far parte dei World Heritage Sites nel 1992. La deforestazione, tuttavia, con un tasso annuo dell’1,29% (1990–2005), rappresenta la più grave minaccia ambientale. Negli anni Sessanta e Settanta del XX secolo le foreste e le zone umide cambogiane sono state gravemente danneggiate dalle bombe, dai defolianti e da altre sostanze chimiche, usate nella guerra del Vietnam, che hanno avuto effetti devastanti sull’intero ecosistema. Recentemente il governo ha deciso di vietare l’esportazione di legname, ma l’attività è continuata illegalmente. Nel 2004 103 specie erano considerate a rischio di estinzione. Inoltre, l’inquinamento e la contaminazione di corsi d’acqua e laghi ha reso insicure, dal punto di vista sanitario, gran parte delle risorse di acqua disponibili nel paese. Solo il 41% dei cambogiani può disporre di acqua potabile, e appena il 17% di servizi igienici. Il governo ha sottoscritto accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, cambiamento climatico, desertificazione, specie a rischio d’estinzione, conservazione della vita marina e legname tropicale.
La Cambogia ha una popolazione di 14.241.640 abitanti (2008), con una densità media di 81 unità per km². Circa il 90% della popolazione è di etnia cambogiana, discendente dagli antichi khmer; sono inoltre presenti vietnamiti (4%), cinesi (3%) e cham (che abitano le regioni montuose). L’80% della popolazione cambogiana vive nelle aree rurali. La speranza di vita media è di 61,7 anni (2008).
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