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Falegnameria

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Lavorazione artigianale del legnoLavorazione artigianale del legno
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Introduzione

Falegnameria Insieme dei procedimenti e delle tecniche di lavorazione del legno per costruire, restaurare o riparare vari tipi di oggetti utili o decorativi, dai mobili ai giocattoli, e strutture di grandi dimensioni. I tre settori specializzati in cui tradizionalmente si divide la lavorazione del legno sono la carpenteria, la falegnameria propriamente detta e l'ebanisteria.

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Cenni storici

Per le sue particolari caratteristiche il legno è sempre stato un materiale molto apprezzato e utilizzato in svariate applicazioni, per costruire case, mobili, utensili, veicoli e diversi altri prodotti. La lavorazione del legno è stata una delle prime arti dell'uomo: dalle clave e lance degli albori della civiltà, alle canoe scavate nei tronchi d'albero, agli aratri usati in agricoltura, ai semplici sgabelli a tre gambe, fino ai mobili pregiati e alle complesse strutture edilizie dell'epoca moderna, questo materiale ha sempre avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo della civiltà umana.

La scelta del tipo di legno più adatto alle diverse applicazioni fu sempre fatta in base ad alcune caratteristiche peculiari: consistenza, disposizione delle fibre, colore e anche odore. Ad esempio la quercia, compatta e resistente, è servita per fabbricare chiglie di navi, travi di ponti, botti, staccionate, pavimenti e rivestimenti, mentre il faggio, duro ed elastico, è stato usato per realizzare manici di attrezzi e raggi per le ruote dei carri. Dall'acacia si sono ricavate assi e travi per costruire granai e fienili, ma anche zeppe e caviglie, mentre con il noce e il mogano si costruiscono per tradizione mobili di pregio.

Fin dal Medioevo, tuttavia, la deforestazione ha trasformato il legname da costruzione in un materiale sempre più costoso, al punto che oggigiorno le industrie preferiscono spesso utilizzare semilavorati di legno, ad esempio il compensato, o pannelli di legno rigenerato, come il truciolato o la masonite, che permettono di ottenere risultati confrontabili a quelli del legno a costi minori. Questi materiali infatti sono stabili e si deformano meno facilmente del legno naturale, non hanno bisogno di essere stagionati, e possono essere trattati chimicamente e resi impermeabili, incombustibili e inalterabili.

I semilavorati a base di legno, però, (a eccezione del compensato) non sono resistenti come il legno naturale: non possono essere piegati a vapore e deformati stabilmente senza rompersi, vincolando perciò i costruttori di mobili che ne fanno uso a forme poco varie, generalmente squadrate e spigolose. Inoltre colla, viti e chiodi sono meno efficaci nel montaggio degli elementi, richiedendo quasi sempre dispositivi accessori come tasselli, inserti e connettori in plastica o in metallo.

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Attrezzi da falegname

Nel corso dei secoli gli artigiani hanno messo a punto attrezzi manuali e meccanici adatti alle diverse peculiarità dei vari tipi di legno, hanno inventato una vasta gamma di dispositivi di fissaggio per unire le parti degli oggetti realizzati, e messo a punto prodotti di finitura che esaltano e proteggono la bellezza del materiale.

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Attrezzi manuali

La maggior parte degli attrezzi d'uso manuale è cambiata ben poco dal Medioevo ad oggi, dato che l'unica innovazione di una certa importanza è rappresentata dall'uso dell'acciaio al posto del ferro. I più comuni attrezzi manuali sono la sega, la pialla, lo scalpello e una serie di attrezzi quali tenaglie, martelli e cacciaviti.

Per tagliare il legno si usano vari tipi di sega. Con la comune sega a telaio si taglia in senso trasversale rispetto alla disposizione delle fibre, mentre il segaccio serve per il taglio nel verso delle fibre. Le curve ampie si tagliano con il gattuccio e quelle strette con il seghetto da traforo, che è una lama stretta e sottile tenuta in tensione da un archetto metallico munito di impugnatura. Per le giunzioni si usa il saracco a costola.

Le pialle servono per spianare le superfici mediante un'affilata lama d'acciaio, che sporge obliquamente dal lato inferiore di un ceppo di legno o di metallo in cui è incassata. La profondità del taglio può essere variata facendo sporgere più o meno la lama.

Gli scalpelli (a taglio diritto) e le sgorbie (a taglio curvo) si usano per asportare parti di legno secondo un preciso disegno, ad esempio per eseguire intagli decorativi o cavità particolari, mentre per praticare fori rotondi si impiegano soprattutto succhielli, trivelle, menarole e trapani a mano, scegliendo di volta in volta il tipo di punta più adatto.

Diversi strumenti permettono misurazioni precise e verifiche durante la lavorazione: si tratta di metri a nastro di acciaio, metri a stecche di legno e righe millimetrate per le misurazioni lineari; squadre a 90° e squadre zoppe per il controllo degli angoli; livelle a bolla d'aria per il controllo di allineamento orizzontale e verticale; paralleli e traguardi per il controllo di planarità e di svergolamento delle superfici.

Per tenere in posizione due pezzi incollati fino a che la colla abbia fatto presa si usano vari tipi di morsetto: a vite, a C, seregenti, serragiunti.

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