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Risultati di Windows Live® Search Almohadi (arabo al-muwahhid, “colui che proclama l'unità di Dio”), movimento riformista musulmano e dinastia berbera che dominò l'Africa del Nord e la Spagna tra il XII e il XIII secolo, le cui origini risalgono a Muhammad Ibn Tumart, predicatore musulmano discendente dalla tribù berbera dei Masmudah. Fautore di un ritorno alle radici religiose dell’Islam in contrapposizione alle superstizioni e all’eccessivo giuridicismo, perpetuati dagli Almoravidi, Ibn Tumart costituì una comunità religiosa e militare sui monti dell’Atlante e nel 1121 si proclamò Mahdi (in arabo “il ben guidato”). Alla sua morte, la guida dei seguaci passò ad Abd al-Mumin (1130-1163), abile politico e capace condottiero, il quale, dopo aver assunto il titolo di califfo, dichiarò la guerra santa (jihad) contro il Maghreb almoravide e nel volgere di pochi anni conquistò il Marocco (1140-1147) l'Africa settentrionale fino alla Tripolitania e la Spagna meridionale (Cordova cadde nel 1148 e Granada nel 1154), mettendo fine alla dinastia degli Almoravidi. Sotto i suoi successori, tra i quali il figlio Abu Yagub Yusuf (1163-1184) e Yakub al-Mansur (1184-1199), fu realizzata la sola unificazione politica del Maghreb e furono edificati splendidi edifici tra cui la torre di Hassan, un minareto alto 55 m situato a Rabat (Marocco). L'inizio della decadenza della dinastia almohade si fa risalire alla battaglia di Las Navas de Tolosa (1212) in cui i re di Castiglia, Aragona e Navarra strapparono loro la Spagna; alla sconfitta spagnola seguì un progressivo indebolimento del dominio degli Almohadi in Africa, dovuto a rivalità dinastiche e lotte per il potere, che si concluse nel 1269 con la definitiva conquista di Marrakech, la loro capitale, da parte dei Merinidi.
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