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Diavolo Supremo spirito del male che da tempo immemorabile governa un regno di spiriti malvagi e si oppone costantemente a Dio. Il termine 'diavolo' deriva, tramite il latino ecclesiastico diabolus, dal greco diabolós ('calunniatore'), e venne utilizzato nella versione greca della Bibbia per tradurre l'ebraico ha-satan ('il satana'), espressione usata originariamente come titolo di un membro della corte divina che raccoglieva informazioni sugli esseri umani nei suoi viaggi sulla Terra (vedi Libro di Giobbe). In relazione al diavolo, il problema teologico più rilevante è quello dell'origine del male.
Nella tradizione del tardo ebraismo e nel pensiero del primo cristianesimo, il diavolo, chiamato Satana, cominciò a essere considerato l'avversario di Dio. In questa trasformazione non è possibile escludere l'influenza culturale dello zoroastrismo, che oppone le potenze del bene (Ahura Mazda) a quelle del male (Ahriman); nell'ebraismo e nel cristianesimo il dualismo è solo relativo e temporaneo, essendo il diavolo comunque una creatura in ultima istanza sottomessa a Dio. Figure diaboliche, o di angeli decaduti divenuti ostili a Dio, sono ampiamente riscontrabili nella letteratura apocalittica e nella letteratura apocrifa, ad esempio nei manoscritti del Mar Morto, nei quali il diavolo viene chiamato Belial, spirito della malvagità. In alcune correnti del pensiero rabbinico, Satana è collegato con l''impulso malvagio', che viene così in certa misura oggettivato e reso altro dalla coscienza dell'individuo che lo sperimenta: in questa accezione l'ebraismo e il cristianesimo intendono il fatto che gli uomini possano essere 'posseduti' dal diavolo o dai demoni che a lui obbediscono. Nel Nuovo Testamento il riferimento al diavolo appare totalmente subordinato al ministero di Gesù che libera dal male in tutte le sue forme, anche quelle legate all'esistenza e alla malvagia presenza del diavolo. In questo senso i vangeli faranno dire a Gesù: 'Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore' (Luca 10:18). La sostanziale sobrietà dell'approccio neotestamentario al tema del diavolo risulta evidente quando si consideri il collegamento al tema più generale della fede e dell'incredulità. In questa prospettiva addirittura Pietro sarà allontanato come 'Satana' quando rifiuterà di riconoscere la necessità della passione di Gesù (Marco 8:31-33). Nel Medioevo il diavolo ebbe una parte importante nell'arte e nel folclore, e venne rappresentato quasi sempre come malvagia creatura con coda e corna, accompagnato talvolta da diavoli a lui subordinati. L'Islam, che riconosce l'ispirazione divina dell'ebraismo e del cristianesimo, trasse da queste fonti la raffigurazione del diavolo. Menzionato nel Corano col nome di Iblis, il diavolo è l'angelo che rifiuta di inchinarsi dinnanzi a Adamo. Allah lo maledice, ma lo lascia libero di tentare gli incauti.
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