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Struttura articolo
Nei fiumi, in condizioni particolari si verifica una situazione diversa: nelle notti fredde la superficie dell'acqua che scorre velocemente, rimanendo a lungo a contatto con l'aria, può raggiungere temperature inferiori a 0 °C e, mescolandosi con l'acqua calda sottostante, può produrre una massa spugnosa di cristalli di ghiaccio, detta frazil, che viene trasportata dalla corrente. Talvolta questi cristalli si fermano al di sotto di strati di ghiaccio formatisi in acque tranquille, ispessendoli lentamente e creando vere e proprie dighe che possono bloccare il flusso della corrente.
Nelle precipitazioni nevose il ghiaccio si trova sotto forma di minutissimi cristalli. Questi si creano quando la temperatura dell’aria all’interno delle nubi è minore di 0 °C: il vapore acqueo, anziché condensare formando goccioline di pioggia, cristallizza dando origine a cristalli di neve, di forma variabile a seconda della temperatura a cui avviene il processo. Cadendo verso il suolo, i cristalli, riuniti in fiocchi, attraversano strati d’aria a temperature maggiori (circa 0 °C) e vanno incontro a una fusione parziale, che li rende più o meno umidi e compatti.
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