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Risultati di Windows Live® Search Apocrifi dell’Antico Testamento Libri considerati discutibili o inaccettabili sotto il profilo dottrinale dalla Chiesa cattolica, che li esclude dal canone dei libri ispirati. Il termine “apocrifi” (dal greco apókryphos, “celato”, “nascosto”), utilizzato dalla Chiesa antica, sembra tuttavia provenire dagli ambienti dello gnosticismo, in cui si tenevano nascoste le dottrine e le opere esoteriche ritenute troppo preziose per essere divulgate ai più. Poiché la Chiesa si oppose a tale atteggiamento, il termine tra i cristiani divenne poi sinonimo di “falso”. La collocazione di un testo tra gli apocrifi dipende dalla definizione del canone: l’ambiente del giudaismo alessandrino, che aveva prodotto la versione greca della Sacra Scrittura (detta dei Settanta), considerava sacri alcuni testi respinti invece dal giudaismo palestinese: Tobia, Giuditta, Sapienza, Siracide (Ecclesiastico), Baruc, i due libri dei Maccabei e alcune sezioni dei libri di Ester e Daniele (complessivamente però accettati). L’ebraismo rifiutò poi definitivamente tali scritti, accolti invece, insieme agli altri, dalle Chiese cristiane antiche. In seguito, anche i protestanti, conformi al canone ebraico, collocarono queste opere tra gli apocrifi. L’ebraismo produsse molte altre opere, appartenenti a un’epoca che si colloca tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C., di vario genere e provenienza, espressione di una letteratura non riconosciuta ufficialmente né dalla Sinagoga né dalla Chiesa cattolica e che viene quindi definita apocrifa (i protestanti preferiscono definirla “pseudoepigrafica”). Ne sono esempi gli scritti di Qumran, il libro dei Giubilei, il libro di Enoc, il Testamento dei Dodici Patriarchi, i Salmi di Salomone, il terzo e il quarto libro di Esdra, gli Oracoli Sibillini ecc. I temi che compaiono sono espressione della varietà di idee e di interrogativi presenti nel giudaismo sia prima sia dopo la nascita del cristianesimo: l’immortalità dell’anima, l’origine del male, la natura del peccato, il destino dopo la morte, l’arrivo e il regno del Messia, la salvezza.
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