Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Europa (geografia), scelti dalla redazione di Encarta
Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Europa (geografia)

Risultati di Windows Live® Search

  • Fabbrica Europa - Geografia sonora

    Stazione Leopolda 13, 14 e 16/5 . Ideazione: Michele Tadini Coordinamento: Francesca Chiocci, Antonio Scribano Docenti: Michele Tadini, Stefano Luca

  • Global Geografia - Europa, Fiumi maggiori

    www.globalgeografia.com - Sito italiano sulla geografia ... Fiume: Km: Stati : Volga: 3531: Russia, Kazakistan : Danubio: 2858: Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia ...

  • Global Geografia - Europa, Laghi maggiori

    www.globalgeografia.com - Sito italiano sulla geografia ... Lago: Km² : Stato : Ladoga: 17.700 : Russia : Onega: 9.610 : Russia : Vänern: 5.490 : Svezia

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 5 di 6

Europa (geografia)

Articolo
Multimedia
Volpe rossaVolpe rossa
Struttura articolo
4.6

Trasporti e comunicazioni

L'Europa è dotata di sistemi di trasporto molto avanzati, in particolar modo nella sua parte centrale e, in misura minore, in Scandinavia, nelle repubbliche dell'Europa orientale e nell'Europa meridionale. In Europa circola un gran numero di veicoli privati e le merci vengono perlopiù trasportate su gomma. Efficienti sono le reti ferroviarie, anch'esse impiegate per il trasporto di passeggeri e merci.

Un ruolo fondamentale per l'economia europea, secondo una tradizione che risale al mercantilismo dei secoli passati, è svolto dai trasporti marittimi; molti paesi, fra i quali Grecia, Gran Bretagna, Italia, Francia, Norvegia e Russia, sono dotati di grandi flotte mercantili. Rotterdam, nei Paesi Bassi, sbocco del cuore industriale dell’Europa, è, con Singapore, il porto marittimo più attivo del mondo. Altri porti europei di notevole importanza sono Anversa (Belgio), Marsiglia (Francia), Amburgo (Germania), Londra (Gran Bretagna), Genova (Italia), Danzica (Polonia), Bilbao (Spagna) e Göteborg (Svezia). Molte merci, nelle regioni interne, vengono trasportate attraverso corsi d'acqua; tra i fiumi europei che sopportano un traffico notevole si annoverano il Reno, la Schelda, la Senna, l'Elba, il Danubio, il Volga e il Dnepr. L'Europa centrale è inoltre dotata di una considerevole rete di canali navigabili collegata ai fiumi.

Quasi tutti i paesi europei gestiscono una o più compagnie aeree nazionali e molte di queste – Air France, British Airways, Lufthansa, KLM, Iberia e Alitalia – sono fra i principali vettori internazionali. Quasi tutti i sistemi di trasporto in Europa sono controllati o partecipati dallo stato. A partire dalla seconda guerra mondiale sono stati costruiti numerosi oleodotti per il trasporto di petrolio e gas naturale che arrivano ai capolinea mediterranei e dei mari settentrionali.

4.7

Commercio internazionale

Quasi tutti i paesi europei svolgono una notevole attività sul piano del commercio internazionale. Gran parte degli scambi si realizza nelle regioni interne, soprattutto fra i membri dell'Unione Europea, ma gli europei sono attivi anche nel commercio su larga scala con gli altri paesi del mondo. Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Paesi Bassi sono fra i maggiori attori del commercio mondiale. Gran parte degli scambi intercontinentali europei riguarda l'esportazione di prodotti finiti e l'importazione di materie prime.

5

Storia

5.1

Preistoria

Molto frammentarie sono le testimonianze della presenza in Europa di Homo erectus, che vi sarebbe giunto circa 1.500.000 anni fa, provenendo dall'Africa. Le documentazioni paleontologiche più consistenti datano a 900.000 anni or sono e sono costituite da resti di animali e da strumenti di pietra. Altri significativi reperti segnalano la trasformazione di Homo erectus in esperto cacciatore, la sua vita in accampamenti all'aperto o in grotte e l'uso abituale del fuoco (400.000 anni fa). Risalendo la storia si rintracciano molti resti dell'uomo di Neanderthal, alla cui scomparsa all'epoca del Paleolitico superiore (circa 35.000 anni fa) fece seguito l'arrivo di Homo sapiens sapiens: presente in tutti i continenti, si identifica in Europa con l'uomo di Cro-Magnon, dal nome della località di rinvenimento nella Francia meridionale.

I rivolgimenti climatico-ambientali crearono le premesse per il passaggio dal nomadismo dei cacciatori alla sedentarietà degli agricoltori-allevatori. Ebbe così inizio il Neolitico, la cui diffusione in Europa avvenne a partire da est (area danubiana e balcanica) e da sud (area mediterranea). Le stesse direzioni seguì la diffusione dei metalli, il cui utilizzo si accompagnò alla nascita delle prime unità statali, all'inizio del II millennio a.C. Queste comparvero nell'area mediorientale, quando in Europa prevalevano insediamenti meno elaborati sul piano politico, come le culture delle terramare e quella villanoviana in Italia, o le società palafitticole presenti nelle lagune e ai bordi dei laghi. Il passaggio dall'età del Bronzo all'età del Ferro corrispose per l'Europa a un periodo di grandi mutamenti: nelle zone centrosettentrionali la cultura cosiddetta 'dei campi di urne' (caratterizzata tra l'altro dal rituale della cremazione, ricorrente dall'Est europeo alla penisola iberica) cedeva il passo al diffondersi della cultura di Hallstatt, mentre nel Mediterraneo orientale le migrazioni indoeuropee dalla Russia modificavano profondamente il panorama demografico.

5.2

Storia antica

All'alba della storia si delineò una frattura non solo geoclimatica, ma anche di civiltà, che divise l'Europa antica in due settori ben distinti: da una parte una cultura mediterranea, che si sviluppò grazie ai contatti con l'Egitto e il Medio Oriente, zone molto progredite, e dall'altra una cultura continentale che non sviluppò sistemi sociali altrettanto complessi, rimanendo nel quadro di un'economia di villaggio quasi autosufficiente.

All'inizio del I millennio a.C. in Italia la sovrapposizione tra elementi differenti, quello celtico, quello indoeuropeo e quello greco, fu più marcata che altrove e determinò il nascere di una società capace di raffinate elaborazioni simboliche ed espressioni artistiche, come quella degli etruschi. Nello stesso periodo, sul Mediterraneo la fioritura delle città-stato della Magna Grecia creava ulteriori collegamenti con le evolute civiltà orientali.

L'impero romano fu il più potente fattore di unificazione della regione europea, tra la linea Reno-Danubio e il Mediterraneo, comprendente anche la Francia, l'Inghilterra e la Spagna. Il quadro mutò sostanzialmente ai tempi di Marco Aurelio, quando si verificò la prima grande invasione di popolazioni germaniche, avanguardia di quelle ondate migratorie che, nel V e VI secolo, portarono dentro i confini dell'impero popoli provenienti dall'est, che i romani chiamarono 'barbari'. L'insediamento di popolazioni germaniche e slave disgregò l'impero romano d'Occidente. L'imponente movimento di unni, ostrogoti, visigoti, alani, vandali, svevi, franchi e germani non distrusse però il tessuto intimo della civiltà romana che, mentre assimilava le genti dell'est nelle sue strutture, ne veniva a sua volta radicalmente modificata. La caduta di Roma fece venire meno quella divisione dell'Europa, che l’impero romano stesso aveva operato, tra il mondo tribale dei barbari e quello dei popoli amministrati da Roma.

5.3

Età medievale

Alla fine dell'VIII secolo, dopo i grandi rivolgimenti delle invasioni barbariche e dopo la breve riconquista operata da Giustiniano, il quadro parve stabilizzarsi con il consolidamento di differenti domini: il regno dei franchi a occidente; il regno dei longobardi nell'Italia settentrionale; l'impero bizantino nel sud dell'Italia e nei Balcani.

L'assimilazione dell'elemento germanico con quello romano fu favorita dall'affermazione del regno dei franchi, la più solida forma politica del Basso Medioevo, che Carlo Magno portò alla massima estensione. Fondamentale fu il ruolo della Chiesa, riorganizzata sul piano disciplinare e attrezzata culturalmente allo scopo di operare l'inquadramento e il disciplinamento delle popolazioni. Nell'Est dell'Europa la Chiesa cattolica entrò in competizione con quella bizantino-ortodossa, organizzata a Costantinopoli: la rottura tra Chiesa occidentale e Chiesa orientale (1054) ne fu la conseguenza (vedi Scisma).

L'unità del grande impero carolingio fu ben presto minata dalle spinte centrifughe delle aristocrazie, dalle quali derivò un numero crescente di signorie regionali. Il dissolversi dell'ordinamento pubblico carolingio fu indotto altresì dalle invasioni di normanni, ungari, saraceni, che favorirono ovunque il processo di incastellamento, ossia la dimensione militare e politica di piccola gittata territoriale, basata su vincoli di fedeltà locale più che su ampie strutture istituzionali.

Con l'XI secolo si avviò una forte ripresa dell'Europa: si incrementarono gli scambi interni e ci furono un notevole sviluppo economico, frutto di una rivoluzione agraria, e un forte rinnovamento culturale, nato nelle università e nei monasteri. Tutto ciò fu accompagnato da un cambiamento ai confini orientali: ungari, cechi e polacchi si stanziarono nelle regioni dell'Europa centrale e si convertirono al cristianesimo, creando con la loro presenza una barriera difensiva di fronte ai nomadi delle steppe. Le frontiere dell'Europa, sempre mutevoli, si stabilizzarono intorno a tre grandi spazi politico-culturali: il primo era quello delle regioni centroccidentali (Italia, Francia, Germania) a cui il neonato Sacro romano impero dava una parvenza di unità istituzionale, ma a cui la Chiesa imprimeva l'identità più forte; il secondo coincideva con un'indefinita zona periferica di missione e di conquista lungo i margini orientali a est del Danubio, che si stavano trasformando in periferia della civiltà europea; il terzo si proiettava oltre quei confini – verso nazioni e popoli che fino al Settecento saranno comunemente considerati barbari – tra le pianure dell'Ucraina e gli Urali, tra l'Ungheria e il Caucaso, tra il Baltico e il Circolo polare artico.

Il cuore dell'Europa era quindi l'Occidente plasmato dal sistema feudale e via via riorganizzatosi in unità politiche, sorte su base regionale o nazionale, che andavano dai comuni alle signorie, dagli stati regionali alle città-stato patrizie, dalle repubbliche mercantili ai regni nazionali. Tra queste forme di dominio le monarchie dinastiche con ampia giurisdizione territoriale erano destinate a esercitare un ruolo preminente, grazie al monopolio della forza militare, all'assoggettamento del territorio, all'utilizzazione di funzionari al servizio dello stato.

Precedente
| | | | |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft