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Struttura articolo
Introduzione; Sviluppo di una foresta; Classificazione; Importanza delle foreste; Problemi e tutela delle foreste
Molti fattori minacciano la vita delle foreste in molte regioni del mondo e, di conseguenza, compromettono anche la vita animale e gli equilibri ambientali a esse legati. A livello globale, le principali cause di degrado della foresta sono rappresentate dalla deforestazione, dalle piogge acide, dalla desertificazione, dall’effetto serra, da una scorretta gestione del territorio e dalla mancata attuazione di interventi di conservazione ambientale; anche la realizzazione di strutture turistico-ricreative, soprattutto all’interno di aree di interesse naturalistico, può determinare uno squilibrio tra la presenza umana e il delicato equilibrio dell’ecosistema forestale, determinandone l’alterazione anche irreversibile (ad esempio la scomparsa di alcune specie). Un particolare problema è costituito dagli incendi, che devastano estensioni anche notevoli di boschi e foreste soprattutto durante alcuni periodi dell’anno.
Gli incendi costituiscono una preoccupante causa di distruzione del patrimonio forestale, in particolare quando sono di origine dolosa, cioè intenzionali, oppure colposa e accidentale, ovvero determinati da distrazione e incuria. In alcune aree, gli incendi si verificano invece per cause naturali e rappresentano un fattore di regolazione nella evoluzione dell’ecosistema forestale. I fattori meteorologici e climatici (temperatura, umidità, venti e regime delle precipitazioni) determinano spesso la velocità di propagazione dell’incendio e le dimensioni della sua estensione. I venti, in particolare, accelerano i processi di combustione e la propagazione del fuoco, rendendo le operazioni di spegnimento più difficoltose. Durante lo spegnimento di un incendio possono intervenire aerei Canadair o elicotteri che prelevano l’acqua dal mare o dai laghi per trasportarla e scaricarla sulla vegetazione incendiata. In Italia si è passati da un sistema di spegnimento prevalentemente con mezzi a terra, all’intervento con mezzi aerei, risolutivo in tempi relativamente brevi. Per circoscrivere l’incendio, possono essere scavate trincee intorno all’area interessata dalle fiamme; l’area non ancora raggiunta dalle fiamme viene ripulita dalle sterpaglie e dalla vegetazione più bassa e abbondantemente irrorata con acqua. Talvolta il fuoco viene lasciato bruciare, in certi casi fino all’estinzione naturale o fino a quando la propagazione delle fiamme viene arrestata da un corso d’acqua; in altri casi si ricorre alla tecnica, detta del controfuoco, che consiste nell’incendiare in modo controllato un tratto di foresta sul lato sottovento dell’area interessata dall’incendio, in modo tale che il fuoco, una volta raggiunta l’area già bruciata, non possa avanzare ulteriormente. Incendi controllati possono essere utilizzati per liberare determinate aree boschive dai residui della lavorazione del legno lasciati sul terreno dopo il taglio degli alberi e favorire così lo sviluppo di giovani piante, oppure per eliminare i detriti vegetali potenzialmente a rischio di incendio. La pratica degli incendi controllati è stata utilizzata per lungo tempo in molte regioni, per liberare i pascoli dall’erba secca e consentire la crescita di erba fresca e giovani arbusti, fonte di cibo per gli animali selvatici e da pascolo. Uno degli strumenti più efficaci della lotta agli incendi è rappresentato dall’organizzazione di un sistema di allarme, in grado di rilevare e localizzare tempestivamente i focolai di incendio prima che questi si propaghino. I punti di avvistamento sono dotati di sensori a raggi infrarossi, dispositivi di telerilevamento ottico e di collegamento con sistemi di rilevamento da satellite. Inoltre vengono effettuate perlustrazioni con aerei ricognitori. In Italia la difesa dei boschi dagli incendi è regolamentata dalla legge n.47/75 che prevede attività, funzioni, competenze e misure da esercitare per la conservazione e la ricostituzione del patrimonio boschivo. Con il D.P.R. 616/77, tali attività sono state trasferite alle regioni, ad eccezione dell’organizzazione e la gestione del servizio aereo di spegnimento degli incendi, di competenza statale. Il controllo degli incendi è di competenza delle forze dell’ordine, quali il Corpo Forestale dello Stato, le Comunità montane, i Vigili del Fuoco; alcune associazioni di volontari, come WWF e Legambiente, si occupano di monitoraggio, prevenzione e di informazione. È necessario rafforzare la politica di prevenzione e di manutenzione del bosco da parte dello stato, ma anche da parte dell’Unione Europea, rinnovando o rilanciando gli obiettivi e le finalità previste nel Regolamento CEE n. 2158/92, relativo alla protezione delle foreste della comunità contro gli incendi. Elementi fondamentali della prevenzione e la lotta agli incendi sono: la pulizia del sottobosco; la pulizia delle scarpate; la ristrutturazione e il consolidamento di costruzioni interne al bosco; la creazione di viali tagliafuoco (in grado d’interrompere l’avanzata del fuoco); la costruzione di vasche idriche di raccolta dell’acqua e di piazzole per l’atterraggio degli elicotteri.
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