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Invecchiamento

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D. Ghirlandaio: Vecchio e nipoteD. Ghirlandaio: Vecchio e nipote
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Introduzione

Invecchiamento In biologia, l'insieme delle modificazioni irreversibili che avvengono in un organismo nel corso del tempo e che portano come ultimo evento alla morte.

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Teorie sull’invecchiamento

Diverse sono le teorie formulate per spiegare il complesso fenomeno dell’invecchiamento, che ha modalità di insorgenza propria in ogni specie e in ogni individuo; nessuna, però, esaminata singolarmente, è sufficiente a spiegare l’insieme dei cambiamenti subiti dall’organismo. Un'ipotesi recente è quella dell'apoptosi o morte cellulare programmata, in base alla quale le cellule sarebbero programmate per compiere solo un determinato numero di divisioni cellulari prima di morire. Questa teoria, basata sull'osservazione sperimentale del comportamento di colture cellulari, potrebbe spiegare le differenze nella durata della vita tra le diverse specie di organismi viventi e le differenze di longevità tra i sessi di una stessa specie. Nella specie umana, ad esempio, le donne vivono in media otto anni più degli uomini.

Tra le teorie più accreditate, vi sono la cosiddetta teoria genetica e quella del danno casuale. La prima considera l’invecchiamento come una manifestazione tardiva di geni che sarebbero stati necessari allo sviluppo dell’organismo nella gioventù. La teoria del danno casuale ritiene l’invecchiamento come il risultato di un accumulo di danni non più riparabili che si verificherebbero a carico degli enzimi, delle proteine e del DNA; conseguenza di questo processo degenerativo è una lenta ma progressiva involuzione delle funzioni fisiche e intellettive, che può rendere difficoltoso lo svolgimento di attività prima consuete; ciò può generare nell’anziano una condizione di disagio che può indurre la chiusura verso gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante e, pertanto, aggravare il decadimento delle condizioni psichiche.

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Modificazioni fisiologiche

L’esecuzione di esami clinici e strumentali orientati a valutare l’integrità e la funzionalità degli organi evidenzia, indipendentemente dalla presenza di patologie specifiche, alterazioni morfologiche a carico degli apparati circolatorio, respiratorio, scheletrico, digerente e dei sistemi nervoso ed endocrino. I processi di invecchiamento, riducendo le riserve funzionali, rendono l’apparato cardiovascolare incapace di fare fronte alle richieste necessarie a un incremento della attività fisica. Fattori responsabili sono la riduzione della funzione contrattile, l’irrigidimento dei lembi valvolari, la presenza di coronaropatie (circa il 50% degli individui con età superiore ai 65 anni presenta anomalie del flusso coronarico) e la perdita di elasticità dei grossi vasi.

La capacità funzionale dell’apparato respiratorio, compromessa nella sua integrità anche dalla continua inalazione degli inquinanti ambientali, si riduce per la diminuzione della capacità elastica polmonare, pur mantenendosi – in assenza di patologie respiratorie – sufficiente a una corretta ventilazione e diventa, per la perdita in efficacia di meccanismi di difesa come la tosse o l’attività delle ciglia vibratili, più facile preda di infezioni. La presenza di alterazioni del metabolismo osseo come l’osteoporosi e di processi infiammatori e degenerativi a carico delle articolazioni (come l’ artrosi e l’artrite reumatoide) rendono l’anziano maggiormente esposto al rischio di fratture e ne riducono le capacità motorie.

L’apparato digerente diventa frequentemente sede di disturbi che provocano dispepsia o inappetenza, che richiedono variazioni nelle abitudini alimentari. Neurologicamente si evidenzia all’esame clinico un progressivo calo della memoria e della vivacità mentale e all’esame strumentale una riduzione del flusso sanguigno e una perdita di neuroni sostituiti dalla comparsa di placche neuritiche e di ammassi neurofibrillari. Interessanti, ai fini di un buon approccio terapeutico, risultano gli studi sulle variazioni nella cinetica dei farmaci dipendente dall’età che porta, come conseguenza di una diminuita funzionalità epatica e renale, ad avere concentrazioni sia libere (cioè, nei fluidi corporei) sia tessutali più elevate.

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Aspetti sociali

Nell'uomo i processi di invecchiamento devono essere considerati anche nel contesto della società, complessa e in trasformazione. Nell'invecchiamento, infatti, le componenti biologiche sono accompagnate da aspetti sociali e ambientali anche molto importanti. Gli studi sull'invecchiamento, di conseguenza, stanno diventando sempre più interdisciplinari e ricevono il contributo di ricerche psicologiche, comportamentali e sociologiche; inoltre il campo di indagine, dal solo periodo della vecchiaia, si è esteso all'intero corso della vita. Le conoscenze acquisite attraverso gli studi sociali e comportamentali aiutano a sfatare alcuni falsi miti sull'invecchiamento, come il fatto che l'intelligenza raggiunga il suo picco massimo nell'adolescenza e che, in seguito, si deteriori; oppure, che l'attività sessuale conosca un declino irreversibile a partire dalla mezza età.

Benché attualmente non si conoscano metodi per arrestare né per invertire i processi fisiologici dell'invecchiamento, l'adozione di alcuni accorgimenti o strategie comportamentali può aiutare gli anziani a convivere con alcuni tra gli aspetti più fastidiosi di quest'età. Esempio ne sono le forme di assistenza domiciliare che, meno traumatiche e costose dei ricoveri in ospizi o case di cura, aiutano l’anziano mantenendone un certo grado di indipendenza. Anche i progressi compiuti nella ricerca farmaceutica, che ha proposto farmaci utili a contenere la perdita di memoria a breve termine, e nel campo delle protesi artificiali, necessarie a risolvere problemi masticatori, di udito e di deambulazione tipici della vecchiaia, si sono dimostrati importanti nel migliorare le condizioni di vita. Per una più completa comprensione dei processi di invecchiamento bisognerà attendere i risultati di ricerche congiunte in campo psicosociale e biomedico. Tra i metodi sviluppati più di recente vi è l'effettuazione, nel campo biomedico, di studi clinici su larga scala e, nell'ambito della ricerca sociale, di analisi statistiche dei risultati ottenuti dalle indagini sulla popolazione. Tra gli argomenti che attualmente riscuotono maggiore interesse vi sono le necessità alimentari degli anziani, la variazione della risposta ai farmaci in relazione all'età e le cause della demenza senile.

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