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Lingua armena Lingua appartenente alla famiglia indoeuropea. Data la presenza di molte parole prese a prestito in tempi antichi dal persiano, l'armeno è stato per lungo tempo ritenuto un dialetto iranico. Attualmente è parlato dagli armeni che vivono in Turchia e in Armenia, nonché negli insediamenti armeni del Medio Oriente, dell'Iran e dalle molte comunità armene presenti in Europa e negli Stati Uniti. Gli studi moderni hanno appurato che l'armeno costituisce un ramo indipendente della famiglia linguistica indoeuropea, pur divergendo in modo assai notevole dall'ipotetica lingua progenitrice.
Le origini della lingua parlata potrebbero risalire a prima del I millennio a.C., ma non esistono testimonianze scritte anteriori all'introduzione del cristianesimo. È noto che l'armeno sostituì le lingue precedenti della regione storica armena almeno prima del VII secolo a.C. e da quelle lingue potrebbe avere subito influenze. Nel 410 d.C., secondo la tradizione, l'armeno acquisì un alfabeto di 38 lettere inventato dal monaco Mesrob, autore della Vulgata in armeno e principale evangelizzatore della regione. Una vera e propria letteratura armena apparve intorno al V secolo, l'età dell'oro di questa cultura, e la lingua scritta di quell'epoca, detta grabar o armeno classico, rimase, pur con qualche cambiamento, la lingua letteraria fino al XIX secolo. Nel frattempo la lingua parlata si sviluppò indipendentemente; nacquero molti dialetti, non tutti mutuamente comprensibili. Nel XIX secolo un movimento nazionalista condusse allo sviluppo di due dialetti letterari moderni leggermente diversi, più vicini alla lingua parlata: l'armeno orientale o di Erevan (lingua ufficiale della Repubblica armena) e quello occidentale, o armeno turco. Tuttavia in Armenia, alla vigilia della seconda guerra mondiale, si parlavano ancora circa cinquanta dialetti diversi.
L'armeno presenta molte aspre combinazioni di consonanti ed è particolarmente ricco di suoni affricati, come f, h, th. Sia l'armeno classico sia i moderni dialetti colloquiali e letterari hanno un sistema complesso di declinazione dei sostantivi, con sei o sette casi, ma senza genere grammaticale. Le vecchie coniugazioni verbali sono state in generale sostituite da forme più moderne che fanno uso di verbi ausiliari, e i verbi di significato negativo sono coniugati in modo differente da quelli positivi. Il congiuntivo, esistente nell'armeno classico, non è più usato nella lingua moderna. Le prime forme grammaticali dell'armeno richiamano tratti tipici del greco, mentre l'armeno moderno, dopo secoli di prossimità geografica, ha assorbito molte influenze grammaticali dal turco (ad esempio, postposizioni invece di preposizioni), oltre ai prestiti lessicali dal persiano.
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