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Struttura articolo
Introduzione; Il governo Cavour; L'alleanza con la Francia; Il sostegno al processo di unificazione italiana; Re d'Italia
La volontà di annessione al Piemonte da parte dei Ducati di Parma e di Modena, della Toscana e delle Legazioni pontificie metteva il re in una difficile posizione di fronte alle diplomazie europee. L'annessione fu così rimandata, ma negli stati centrali vennero inviati governatori straordinari con il compito di mantenere i collegamenti con Torino. Mentre Giuseppe Garibaldi si accingeva nel 1860 all'impresa della spedizione dei Mille, il sovrano, al comando dell'esercito piemontese, anche per timore che la progettata marcia di Garibaldi su Roma innescasse un conflitto europeo, invase l'Umbria e le Marche, proseguendo fin nei pressi di Caserta dove avvenne lo storico incontro con Garibaldi (secondo la tradizione, a Teano).
Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele fu proclamato re d'Italia dal nuovo Parlamento italiano. Nel 1866 combatté la terza guerra d'indipendenza contro l'Austria, che si concluse con l'annessione del Veneto all'Italia, e nel 1870, dopo aver tentato senza successo di risolvere pacificamente la questione di Roma, appoggiò, seppur senza fervore, l'azione delle truppe nell'assalto a Porta Pia. Dopo la fine dello Stato Pontificio, si trasferì con la corte da Firenze a Roma, nuova capitale, insediandosi nel Palazzo del Quirinale.
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