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Risultati di Windows Live® Search Cocteau, Jean (Maisons-Laffitte, Yvelines 1889 - Milly-la-Forêt, Essonne 1963), scrittore, drammaturgo e regista francese. Autore di versi sin dalla più giovane età, Cocteau, insoddisfatto della vita di studente, abbandonò presto lo studio tradizionale per concentrarsi sulle proprie letture. A sedici anni incontrò l’attore Edouard de Max, che lo lanciò come poeta e lo introdusse negli ambienti intellettuali. Il suo primo volume di poesie, La lampada di Aladino, uscì nel 1909 e lo impose subito all’attenzione della critica francese. Risale al medesimo anno l’incontro fra Cocteau e il grande impresario Sergej Diaghilev; per il fondatore dei Ballets Russes, creò manifesti, scenari, soggetti come Parade (1917, su musiche del compositore francese Erik Satie e scene di Pablo Picasso) e Le Boeuf sur le toit (Il bue sul tetto, 1920, su musiche del compositore francese Darius Milhaud). Intorno agli anni Venti il poliedrico artista francese venne a contatto con Guillaume Apollinaire, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, e la sua produzione subì l’influenza delle avanguardie artistiche, dal surrealismo, al cubismo a taluni aspetti dell’avanguardia cinematografica. Nel 1923 Cocteau sviluppò una dipendenza da oppio, descritta nel libro Opium (1923), e fu costretto a un periodo di convalescenza in un sanatorio. Risalgono a quell’epoca le sue opere principali: i drammi Orfeo (1926) e La macchina infernale (1934), sulla storia di Edipo, il monologo La voce umana (1931) e il suo primo film, Il sangue di un poeta (1930). Si deve a Cocteau l’introduzione della poetica surrealista all’interno del cinema francese. Film come La bella e la bestia (1946), I parenti terribili (1948) e Orfeo (1950) sono considerati veri classici della storia del cinema.
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