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Determinismo

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Baruch SpinozaBaruch Spinoza
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Introduzione

Determinismo Dottrina filosofica secondo la quale ogni evento, sia mentale sia fisico, è predeterminato da cause, in maniera tale che non c’è posto nella natura né per eventi che siano frutto del caso, né per libere scelte dell’uomo. Data una causa, l’evento seguirà inevitabilmente, travalicando così l’elemento della casualità o della contingenza.

Occorre distinguere il determinismo da qualsiasi concezione che affermi la presenza di un destino o di un fato: mentre il fatalismo comporta il riferimento a una necessità cieca e misteriosa, oppure la credenza in un ordine razionale e divino delle cose (come nel caso della dottrina dei filosofi stoici), il determinismo fa riferimento solo alla concatenazione necessaria di cause in senso meccanico e costituisce una particolare forma di generalizzazione sul piano metafisico della concezione moderna della causalità.

Sebbene le sue origini possano essere ricondotte all’antica dottrina atomistica di Democrito, il determinismo costituisce una tendenza propria della filosofia moderna, che nasce nel XVII secolo come tentativo di estendere all’interpretazione di tutta la realtà il modello meccanicistico dell’impresa scientifica. Se ne può trovare una prima e grandiosa formulazione nella filosofia di Baruch Spinoza: egli riteneva, infatti, che le due serie parallele degli eventi fisico-corporei, da un lato, e delle idee e degli affetti psichici, dall’altro, procedano secondo una medesima necessità causale, essendo attributi di un’unica sostanza divina identificata con la natura.

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Determinismo fisico e morale

Non tutti i filosofi che accettarono o teorizzarono il determinismo in campo scientifico hanno esteso tale approccio anche alla sfera morale dell’uomo, negando la libertà del singolo. Cartesio distingue la dimensione della realtà corporea ed estesa, dove tutti gli eventi fisici sono regolati da leggi meccaniche, dalla realtà inestesa e spirituale dell’anima umana, cui appartiene il libero arbitrio.

Per parte sua Immanuel Kant, se afferma che la conoscenza scientifica non può fare a meno di concepire il mondo dei fenomeni come assolutamente determinato da leggi causali, non rinuncia però a riferirsi alla libertà di autodeterminazione dell’uomo per quanto riguarda l’agire morale: accanto al mondo dei fenomeni abbiamo infatti il mondo intelligibile, nel quale l’uomo non è soltanto un ente naturale soggetto alle leggi causali, ma è anche un’intelligenza dotata di una volontà, capace di scegliere la direzione della sua azione.

Non sono mancati, tuttavia, i filosofi che hanno affermato un rigido determinismo anche sul piano morale: si tratta in particolare di alcuni illuministi del XVIII secolo che formularono dottrine di tipo materialistico, ad esempio Helvétius, d’Holbach, La Mettrie. Nel corso dell’Ottocento il tentativo di spiegare in senso deterministico anche i fenomeni spirituali fu perseguito dai filosofi positivisti, che ricondussero il pensiero a cause materiali di ordine meccanico o biologico, richiamandosi alla teoria dell’evoluzione per ipotizzarne un’estensione dal piano biologico al piano sociologico. Non sono neppure mancate forme di determinismo sociologico ed economico, che concepiscono i comportamenti individuali e gli eventi mentali come le dirette conseguenze di leggi sociali oppure di strutture economiche (come’è avvenuto per alcuni seguaci del materialismo storico di Karl Marx).

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Il determinismo e la scienza

All’inizio dell’Ottocento l’astronomo francese Pierre-Simon de Laplace scriveva: “Noi dobbiamo considerare lo stato presente dell’universo come l’effetto di un dato stato anteriore e come la causa di ciò che sarà in avvenire”. Su questa base egli riteneva che un’ipotetica intelligenza, cui fossero note in un dato istante tutte le forze che agiscono in natura, sarebbe in grado di prevedere tutti gli stati successivi dell’universo. Oggi una simile concezione è stata abbandonata dagli scienziati. Gli sviluppi della fisica nel corso del Novecento, la nascita della meccanica quantistica e il principio di indeterminazione formulato da Werner Heisenberg hanno fatto cadere il modello deterministico di Laplace, orientando la scienza verso una concezione probabilistica o statistica della causalità.

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