Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su La Fayette, Marie-Joseph de Motier de

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

La Fayette, Marie-Joseph de Motier de

Articolo
Multimedia
Marie-Joseph de LafayetteMarie-Joseph de Lafayette

La Fayette, Marie-Joseph de Motier de (Saint-Roch de Chavaniac 1757 - Parigi 1834), generale e uomo politico francese. Di nobile origine (era marchese), arruolatosi nell'esercito nel 1771 ottenne il grado di capitano. Quando le colonie inglesi d'America si dichiararono indipendenti, Lafayette abbracciò la loro causa e, dopo aver cercato invano di far intervenire il governo francese a fianco dei coloni nella guerra d'indipendenza americana, s'imbarcò per gli Stati Uniti offrendo il suo aiuto agli insorti. Con una speciale risoluzione del Congresso, fu nominato generale dell'esercito americano (1777) ed entrò nel consiglio di guerra di George Washington; per le vittorie militari conseguite e l'opera di mediazione fra Stati Uniti e Francia (nel 1778 entrata in guerra contro l'Inghilterra) si conquistò presso gli americani la fama di eroe.

Tenace sostenitore dei principi democratici, Lafayette ebbe un ruolo determinante nella Rivoluzione francese. Deputato agli Stati Generali dal 1789, presentò una dichiarazione dei diritti ispirata alla Dichiarazione d'indipendenza americana. Comandante della Guardia nazionale e fondatore del club dei foglianti, politici moderati che auspicavano l'instaurazione di una monarchia costituzionale, nel 1792 assunse il comando dell'esercito francese nella guerra contro l'Austria. Il partito dei giacobini, a cui Lafayette si era sempre opposto, temette che egli volesse servirsi dell'esercito per occupare il governo; l'Assemblea nazionale allora lo accusò di tradimento ed egli si rifugiò nelle Fiandre, dove però fu imprigionato dagli austriaci (1792-1797).

Nel 1799 tornò in Francia, dov'era divenuto console Napoleone Bonaparte; disapprovandone la politica, Lafayette preferì mantenersi ai margini della vita politica, ma dopo la caduta di Napoleone fu vicepresidente della Camera dei deputati (1815 e 1818-1824), continuando a sostenere riforme sociali liberali e battendosi per la tolleranza religiosa e la libertà di stampa. Durante la rivoluzione di luglio del 1830, fautore della monarchia costituzionale, favorì l'ascesa al trono di Luigi Filippo, il quale, però, deluse ben presto le aspettative generali instaurando un governo reazionario.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft