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Nave

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Nave di UtrechtNave di Utrecht
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1

Introduzione

Nave Mezzo galleggiante di notevoli dimensioni adibito al trasporto di passeggeri o merci sulla superficie delle acque. Sebbene non esista un criterio di differenziazione universalmente accettato, i termini “barca” e “imbarcazione” vengono usati principalmente per indicare mezzi di dimensioni minori. Navi e barche sono costruite nei cantieri navali, generalmente situati in prossimità di uno specchio d’acqua, in modo da garantire la possibilità di varo e alaggio.

2

Navi dell’antichità

Le prime imbarcazioni utilizzate nelle società primitive erano rudimentali zattere e piroghe, ricavate da un unico tronco d’albero scavato. In seguito furono realizzati mezzi galleggianti più complessi, come le canoe, che prevedevano un’ossatura in legno ricoperta di pelli o di un sottile fasciame (il rivestimento dello scafo) di corteccia o di legno. Le più antiche testimonianze di vere e proprie navi provengono dalla civiltà egizia.

2.1

Navi egizie

Le prime navi egizie avevano un’ossatura lignea ricoperta da fasciame di giunchi o di legno a tavole incastrate; potevano alloggiare almeno venti rematori ed erano in grado di trasportare un carico di numerosi capi di bestiame o di un peso equivalente di merci. Le prime testimonianze pittoriche risalgono al IV millennio a.C. e mostrano navi prive di chiglia con scalmi per facilitare la vogata, equipaggiate con albero doppio e con vela rettangolare, che poteva essere chiusa mediante carrucole primitive, anche senza abbassare l’albero. Il governo, cioè la manovra, era facilitato da uno o più remi timonieri che si protendevano dalla poppa.

2.2

Navi fenicie

Considerati i più abili costruttori navali dell’antichità, i fenici, la cui civiltà si sviluppò lungo la costa dell’attuale Libano attorno al 2000 a.C., furono i primi ad adottare la chiglia, che irrobustì lo scafo in direzione longitudinale, e le costole, che diedero robustezza al fondo consentendo di fissare il fasciame. Oltre a navi mercantili a larghe fiancate, propulse principalmente a vela e dotate di più spazio per alloggiare il carico, i fenici costruirono navi da guerra a due ordini di remi, recanti uno sperone per sfondare le navi nemiche. Le “rotonde” navi fenicie non viaggiarono solo nel mar Mediterraneo, ma si spinsero fino in Britannia per promuovere il commercio dello stagno e probabilmente lungo le coste atlantiche dell’Africa.

L’esistenza di navi a più ordini di remi è ancor oggi argomento di disquisizioni. Alcuni esperti dubitano che le biremi o le triremi dei greci e dei romani avessero effettivamente altrettante file di remi sovrapposti, e ritengono che i termini biremi e triremi indichino semplicemente che ogni varco di voga con più vogatori fosse inclinato rispetto all’asse longitudinale della nave, oppure che a un singolo remo venissero assegnati due o tre rematori.

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