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Risultati di Windows Live® Search Wałesa, Lech (Popowo 1943), sindacalista, leader politico polacco e presidente della Polonia (1990-1995). Elettricista nei cantieri navali Lenin di Danzica, nel 1970 partecipò al primo sciopero dei lavoratori; nel 1976 venne licenziato per il suo attivismo politico e, lavorando in seguito in modo discontinuo, intensificò il suo impegno nell'organizzazione sindacale delle masse operaie. Nel 1980, in seguito a un nuovo sciopero ai cantieri Lenin contro l'aumento dei prezzi, si mise in luce come leader del movimento dei lavoratori. Nell'agosto del 1980 stipulò uno storico accordo con il governo polacco in base al quale vennero riconosciuti i diritti dei sindacati e delle altre organizzazioni politiche e che portò alla formazione del movimento Solidarność. Quando, nel dicembre del 1981, il governo polacco dichiarò illegale Solidarność e impose la legge marziale, Wałesa venne arrestato assieme ad altri leader sindacali; rilasciato nel novembre del 1982, rimase in libertà vigilata. L'anno successivo fu insignito del premio Nobel per la pace. Dopo una serie di scioperi nel 1988, Wałesa cominciò i negoziati con il governo comunista di Wojciech Jaruzelski, mentre la politica sovietica improntata alla glasnost e alla perestrojka facilitava una maggiore apertura anche nei paesi del patto di Varsavia. Quando gli accordi raggiunti nel 1989 legalizzarono Solidarność e le altre forme di attività politica, Wałesa appoggiò l'elezione di Jaruzelski alla presidenza, nonché il governo di coalizione formato da Tadeusz Mazowiecki, che divenne primo ministro nell'agosto del 1989. Nel 1990 Wałesa si dissociò però dai suoi ex alleati e si oppose a Mazowiecki candidandosi alle prime elezioni presidenziali dirette, che vinse con una netta maggioranza. In qualità di presidente, poco fece per arginare la confusione politica fra i piccoli partiti in parlamento e sfruttò ampiamente tutti i poteri concessigli da una costituzione ancora vaga. Trovatosi in disaccordo con il governo, dopo la nomina di una classe dirigente formata da ex comunisti e sostenuta dal primo ministro Waldemar Pawlak, minacciò di sciogliere il parlamento se questi non si fosse dimesso. Pawlak ebbe un voto di sfiducia e Wałesa cercò di sostituirlo con un suo potenziale rivale nelle successive elezioni presidenziali del 1995, l'ex comunista Aleksander Kwaśniewski. La manovra però venne bloccata dal parlamento e l'incarico fu assegnato a Jan Olszewski. Nelle elezioni del novembre 1995, Wałesa fu poi sconfitto da Kwaśniewski, leader dell'Alleanza della sinistra democratica.
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