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Risultati di Windows Live® Search Arp, Jean (Strasburgo 1887 - Basilea 1966), pittore e scultore francese, noto anche come Hans Arp. Vicino alle avanguardie parigine ed europee (frequentò Picasso, Modigliani, Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay, Paul Klee), nel 1912 partecipò alla seconda esposizione del gruppo espressionista Der Blaue Reiter, attivo a Monaco. A partire dal 1909 si fece conoscere con dipinti caratterizzati da intrecci di linee nere, considerati antesignani dell’arte concreta. Le opere degli anni 1915-1916 si collocano nell’ambito dell’astrattismo geometrico; sono perlopiù collage, disegni e arazzi, in cui predominano le figure ortogonali. Rifugiatosi in Svizzera allo scoppio della prima guerra mondiale, fu tra i fondatori nel 1916 del movimento dada, rivestendo un ruolo di primo piano nei dibattiti e nelle esposizioni che il gruppo organizzava al Cabaret Voltaire di Zurigo. Insieme a Sophie Täuber, che diventerà poi sua moglie, elaborò e teorizzò un processo compositivo fondato sul caso (Collage, 1916 ca., Museum of Modern Art, New York; Duo-collage, 1918, Museum Insel Hombroich, Neuss). Appartengono a questa fase della sua produzione numerosi collage astratti, xilografie, rilievi in legno monocromo dominati da forme biomorfiche e curvilinee (Ritratto delle ombre Tzara, o Configurazione, 1916, Exposition à l’Ancienne Douanne, Strasburgo; Costellazione di cinque forme bianche e due nere, Variazione III, 1932, Guggenheim Museum, New York; Fleur-marteau, 1916-17, Gemeentemuseum, L’Aia) e alcuni interessanti interventi di decorazione murale, realizzati in collaborazione con la Täuber e con l’olandese Theo van Doesburg (Café Aubette a Strasburgo, 1926-28). Una forte vena ironica si unisce a una sorta di stilizzazione estrema, infine, in lavori scultorei come Piccola Venere di Meudon (1957, Exposition à l’Ancienne Douanne, Strasburgo) e L’idolo dei conigli (1964, Collezione Stoffel, Heerbrugg). Entrato in contatto a Cologna con Max Ernst, divenne punto di riferimento per i surrealisti (nel 1925 espose con loro alla Galerie Pierre di Parigi) e diede un contributo importante ad alcuni movimenti avanguardistici, tra cui i gruppi Cercle et Carré e Abstraction-Création. Dagli anni Trenta si dedicò prevalentemente alla scultura, utilizzando materiali vari e prediligendo volumi essenziali e superfici levigate; tra i temi ricorre l’erotismo e la sensualità (Concrétion humaine, 1935, Musée national d'art moderne, Parigi), accanto al recupero della magia attraverso l’arte arcaica (Testa di Folletto, Exposition à l’Ancienne Douanne, Strasburgo; Torso, 1953; Ruota foresta IV, 1961, Collezione Madame Arp, Locarno). La sua ultima produzione è segnata da importanti realizzazioni monumentali per enti pubblici (ad esempio per la Harvard University, nel Massachusetts, 1950). Jean Arp fu anche autore di poesie e saggi che ebbero una certa eco, scritti sia in tedesco sia in francese (Loghbuch des traumkapitans, 1965; Soleil recerclé, 1966). Riconosciuto a livello internazionale, nel 1954 fu insignito del Premio per la scultura alla Biennale di Venezia; nel 1958 il Museum of Modern Art di New York gli dedicò un’importante esposizione.
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