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  • Becco di Bunsen - Wikipedia

    Il becco di Bunsen (o becco Bunsen o, ancora più semplicemente, Bunsen) è un bruciatore a gas usato in chimica. Prende il nome da Robert Wilhelm Bunsen, il cui assistente di ...

  • Discussione:Becco di Bunsen - Wikipedia

    Credo che la denominazione più corretta sia Becco di Bunsen e non di Buntsen. Si veda per esempio Robert Bunsen e relativi interwiki. Svante 14:31, Mag 16, 2004 (UTC)

  • Precauzioni d'uso per il becco di Bunsen

    Precauzioni d'uso per il becco di Bunsen By Brenda B. Covert Translation by Rosita D'Aiello

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Becco Bunsen

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Saggio alla fiammaSaggio alla fiamma

Becco Bunsen Bruciatore per gas che produce una fiamma regolare, molto calda e senza fumo. Deve il nome al chimico tedesco Robert Wilhelm Bunsen, che lo mise a punto nel 1855, perfezionando il bruciatore gas-aria sviluppato da William Faraday, e rivoluzionando così i metodi di riscaldamento utilizzati fino ad allora in laboratorio. Il gas combustibile è costituito in genere da gas naturale (metano con piccole quantità di propano e butano).

Il becco Bunsen è costituito da un tubo verticale di ottone o di rame, poggiato su una base metallica, collegato a un iniettore di gas mediante un tubo di gomma e dotato di un foro inferiore per l’ingresso dell’aria. Il flusso d’aria è controllato da un anello (munito di due fori) posto sul tubo, che consente di variare la luminosità e la temperatura della fiamma. In assenza d’aria, la fiamma è bianca, a causa dell’incompleta combustione del gas; aprendo gradualmente l’aria, la fiamma inizia a diventare più calda, e presenta una zona centrale di colore azzurro e una zona esterna incolore, finché, a combustione completa, la fiamma diventa completamente incolore, con una temperatura che sale fino a raggiungere i 1500 °C.

Ampiamente diffuso in passato, oggi il becco Bunsen è ancora utilizzato nei laboratori chimici e di oreficeria: in particolare, viene impiegato come generica fonte di calore o per esperimenti di saggio alla fiamma, esami chimici qualitativi che permettono di riconoscere un elemento chimico dal colore della fiamma che i suoi sali producono quando bruciano.

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