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  • Illuminismo

    Illuminismo ... Todorov Tzvetan, Lo spirito dell'illuminismo, Garzanti, Milano, 2007. Dorinda Autram, L'illuminismo, Il Mulino, Bologna, 2006

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    L' Illuminismo fu un movimento culturale e filosofico che si diffuse in Europa dall'inizio del XVIII secolo fino alla Rivoluzione francese.

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Illuminismo

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1

Introduzione

Illuminismo Movimento culturale di matrice filosofica, diffusosi in Europa dall’inizio del XVIII secolo fino alla Rivoluzione francese. Caratteristica principale dell’illuminismo (in francese âge des lumières, in inglese Enlightenment, in tedesco Aufklärung) fu la fiducia nella ragione, che avrebbe progressivamente migliorato le condizioni spirituali e materiali della civiltà umana, liberandola dai vincoli della tradizione, della superstizione e della tirannide. Per estensione, si definisce “illuministico” ogni movimento filosofico che intenda conseguire l’emancipazione dell’umanità grazie ai “lumi” della ragione.

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Le radici dell’illuminismo: empirismo, razionalismo, scetticismo

L’illuminismo ebbe diramazioni in tutti i paesi europei e investì in parte anche il Nuovo Continente. Inizialmente, però, si diffuse in Inghilterra e in Francia.

L’Inghilterra era il paese dove aveva più solide radici la corrente filosofica dell’empirismo; dalle dottrine di John Locke i pensatori illuministi riprendevano un atteggiamento di fondo di tipo antimetafisico, finalizzato all’analisi dell’esperienza; dalla “filosofia sperimentale” di Isaac Newton essi ricavavano una concezione del pensiero scientifico per cui la ragione umana, attenendosi all’esame dei fenomeni, è in grado di procedere verso i principi, fino a pervenire, come dimostrava la scoperta della legge della gravitazione universale, a un quadro unitario del mondo fisico.

Ma l’illuminismo riconobbe come suoi precursori anche altri pensatori, di tradizione razionalistica, come il francese Cartesio. Se di quest’ultimo i filosofi del XVIII secolo rifiutavano lo “spirito di sistema”, la pretesa cioè di una conoscenza deduttiva che procedesse da un patrimonio di idee innate e di principi noti a priori, ne riprendevano tuttavia l’esigenza di “chiarezza e distinzione” delle idee, estendendo il criterio dell’evidenza a tutte le materie del conoscere ed entrando in collisione con il tradizionale principio d’autorità.

Pur non condividendo il sistema metafisico di Spinoza, alcuni pensatori illuministi ne rivalutavano la critica della concezione personale della divinità, e ne leggevano l’opera cercando la conferma di una visione naturalistica e atea della realtà. Non meno importante per la genesi dell’illuminismo in Francia fu il pensiero d’impronta scettica di Pierre Bayle, in particolare la sua difesa della tolleranza e la polemica contro le superstizioni e i pregiudizi.

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Ragione e scienza

Sotto un certo profilo si può dire che nell’illuminismo convergono aspetti molteplici, e anche eterogenei, della filosofia e della cultura moderne, dalla rivoluzione scientifica avviata da Copernico e Galileo alle ripercussioni culturali indotte dalle esplorazioni geografiche, dal razionalismo di Cartesio all’empirismo di Locke e dei suoi continuatori. Tuttavia, ad animare l’illuminismo è soprattutto il nuovo spirito scientifico dell’età moderna, cioè la convinzione che, invece di consultare autorità come Aristotele e la Bibbia, occorresse rifarsi da un lato all’osservazione diretta dei fenomeni, dall’altro all’uso autonomo della ragione.

La fiducia nella ragione, coniugandosi con il modello sperimentale della scienza newtoniana, sembrava poi schiudere la possibilità di scoprire non solo le leggi regolatrici del mondo naturale, ma anche le leggi di sviluppo del corpo sociale. Si pensò allora che, usando saggiamente la ragione, sarebbe stato possibile un progresso indefinito della conoscenza, della tecnica e della morale.

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La critica della religione

Sebbene la Chiesa cattolica fosse vista come la principale responsabile della sottomissione della ragione umana nel passato, e la religione in generale fosse indicata come causa della superstizione e del fanatismo, molti pensatori illuministi non rinunciarono totalmente alla fede, optando piuttosto per una forma di deismo che rifiutava comunque la teologia cristiana: pensatori deisti furono gli inglesi John Toland, Matthew Tindal, Anthony Collins e il francese Voltaire. Altri filosofi illuministi che, soprattutto in Francia, si volsero a forme di pensiero materialistico, furono espressamente atei: fra questi ricordiamo Paul d’Holbach, Helvétius e La Mettrie.

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