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Tiepolo, Giambattista

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Giambattista Tiepolo: Apoteosi della famiglia PisaniGiambattista Tiepolo: Apoteosi della famiglia Pisani

Tiepolo, Giambattista (Venezia 1696 - Madrid 1770), pittore italiano, grande maestro della scuola veneziana, ricordato soprattutto per i cicli di affreschi d'impronta rococò. Le sue opere giovanili mostrano affinità con quelle di Giovan Battista Piazzetta; ma l'influsso maggiore nella sua formazione artistica gli venne dal Veronese. Fu ammesso alla gilda dei pittori di Venezia nel 1717 e lavorò per il doge e l'aristocrazia veneta, oltre che per nobili di varie altre città italiane. Nel corso della sua produzione la sua tavolozza, dapprima caratterizzata da forti contrasti di chiaroscuro, si schiarì: nuovi effetti luminosi furono sperimentati in un'approfondita ricerca spaziale e prospettica.

Tiepolo realizzò grandi affreschi e pitture a olio su pareti e soffitti, ideando i dipinti in funzione dell'architettura ornata e curvilinea in voga nel periodo rococò. Accanto a temi biblici e mitologici risolti in modo fantasioso, Tiepolo rappresentò nel suo stile arioso e aggraziato anche soggetti tratti dalla vita quotidiana. La composizione è perlopiù complessa e drammatica, la linea fluida ed elegante, il colore chiaro e morbido, il trattamento della luce attento agli effetti atmosferici. La sua maniera continuò a riscuotere successo per molto tempo, fin dopo gli esordi dello stile neoclassico, più austero e lineare. Negli oli su tavola, soprattutto per pale d'altare, Tiepolo usò le stesse forme e gli stessi colori pastello delle decorazioni parietali.

Tra le opere giovanili sono importanti gli affreschi lasciati a Udine nella cappella del Sacramento della cattedrale (1726) e nell'arcivescovado (1726-1728): famosi, tra questi ultimi, la Caduta degli angeli ribelli sul soffitto dello scalone, incorniciata da stucchi e da otto Storie della Genesi, e, sulle pareti e sul soffitto della galleria, la serie di Storie bibliche, perfettamente inserite all'interno dell'architettura. Tra le opere successive si ricordano La raccolta della manna (1738-1740, chiesa parrocchiale di Verolanuova, Brescia), caratterizzata da uno sviluppo narrativo ricco e complesso, e gli affreschi della Corsa del carro del sole (1740, Palazzo Clerici, Milano), con le allegorie dei quattro continenti e le divinità del mare (notissima l'immagine dell'orca che si lascia docilmente cavalcare). Gli affreschi di Palazzo Labia a Venezia (1747-1750), tra i suoi capolavori d'arte illusionistica, sono celebri soprattutto per le Storie di Cleopatra.

Dal 1750 al 1753 Tiepolo fu a Würzburg, dove era stato chiamato dal principe vescovo Carl Phillip von Greiffenklau per la decorazione della Residenza: ancora oggi si ammira qui il ciclo di affreschi che celebrano Federico I Barbarossa, il vescovo Aroldo e l'arcivescovo von Greiffenklau. Nel 1754 tornò a Venezia, dove fu nominato direttore dell'Accademia. Sono di questo periodo il Trionfo della fede (1754-55), dipinto per la chiesa della Pietà a Venezia, i cicli di affreschi (1757) per Villa Valmarana a Vicenza, per Ca' Rezzonico a Venezia (1758) e per la Villa Nazionale (o Villa Pisani) di Stra (1761-62). Tra i dipinti a olio figurano la Sacra Famiglia con san Gaetano (Accademia, Venezia) e molte pale d'altare conservate in chiese veneziane. Interessanti sono anche gli schizzi a olio, i disegni e le acqueforti, di grande fantasia (le serie Capricci e Scherzi).

Nel 1762, invitato da re Carlo III, Tiepolo si trasferì a Madrid per decorare il Palazzo Reale: stupendi i suoi affreschi della Sala della guardia (Apoteosi di Enea), dell'Anticamera (Apoteosi della Monarchia Spagnola) e della Sala del trono (Gloria di Spagna), realizzati tra il 1762 e il 1767.

Tiepolo si avvalse spesso dell'aiuto dei figli Lorenzo e Giandomenico. Quest'ultimo, in particolare, si distinse dal padre per una personale ricerca sugli effetti luministici e per la vena ironico-grottesca che caratterizza alcune sue opere ispirate a scene di vita quotidiana.

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