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Buenos Aires Capitale dell’Argentina, situata sulla sponda occidentale del Rio de la Plata (l’estuario nell’oceano Atlantico dei fiumi Paraná e Uruguay). Con il suo immenso agglomerato urbano (13 milioni di abitanti nel 2003) figura tra le principali metropoli dell’America meridionale, punto di riferimento economico e commerciale non solo per l’Argentina ma anche per i vicini stati dell’Uruguay e del Paraguay. Importantissimo è il porto, che si estende per circa 8 km lungo il Rio de la Plata, ma cruciale è il ruolo rivestito anche dagli altri settori del sistema delle comunicazioni, con due grandi aeroporti, il Municipale, riservato ai voli interni, situato poco distante dal centro, e lo scalo di Ezeiza, ubicato circa 30 km a sud-ovest della città e utilizzato per i voli internazionali. I vari quartieri della città (barrios) sono collegati tra loro da numerose linee di ferrovia metropolitana. Il settore terziario, in continuo sviluppo, è rappresentato tanto dal piccolo commercio quanto da istituzioni di rilievo internazionale, come la Borsa valori e soprattutto la Borsa dei cereali, entrambe ubicate nel distretto finanziario, alla congiunzione tra i viali Mitre e San Martín. Una notevole importanza è rivestita anche dal settore industriale, che comprende raffinerie petrolifere, impianti chimici e stabilimenti conservieri (soprattutto per la lavorazione della carne in scatola); vi sono inoltre alcune industrie meccaniche per l’assemblaggio di automobili, stamperie e manifatture tessili.
Eleganti zone residenziali occupano la fascia settentrionale di Buenos Aires, mentre in quella meridionale sorgono quartieri frutto di una crescita disordinata, carenti di infrastrutture e strappati a un territorio paludoso solo in parte bonificato. Il centro storico, pur caratterizzato da un armonico assetto urbanistico, risulta inadatto a sopportare il peso dell’importanza economica che riveste, condizionato com’è dalla suggestiva struttura di impronta coloniale, poco adatta alle esigenze di una metropoli moderna. In una tale situazione, anche la recente costruzione di autostrade che si inseriscono nel tessuto storico della città risulta un’operazione che altera l’equilibrio del panorama urbano senza apportare gli sperati giovamenti. Opportuno, ma difficilmente realizzabile, sembra il progetto di trasferire le funzioni di capitale federale a Viedma, in Patagonia, presentato nel 1986 dall’allora presidente Alfonsín. Il nucleo originario della città è la storica Plaza de Mayo, ubicata in prossimità del lungomare e cuore pulsante di Buenos Aires: i teatri (tra cui il famoso Teatro Colón), i ristoranti e gli alberghi, così come gli uffici finanziari, commerciali e governativi, sono tuttora concentrati nell’area immediatamente a nord-ovest della piazza. Numerosi sono gli edifici religiosi degni di nota: oltre alla Cattedrale, ricordiamo le chiese di Sant’Ignazio (1722), di San Rocco (1750), del Salvatore, e le basiliche di Nostra Signora del Rosario (1773) e di Nostra Signora del Pilar (1732). L’asse stradale principale attraversa la città in direzione est-ovest dalla Casa Rosada, il palazzo presidenziale che sorge sulla Plaza de Mayo, al palazzo del Congresso nazionale (1887). A sud di questo importante asse viario si estende il pittoresco quartiere di La Boca, dove vive una numerosa comunità italiana, discendente da emigranti genovesi. La città è sede di varie università: l’Università di Buenos Aires, istituita nel 1821, è la più antica, ma importanti sono anche l’Università cattolica (1958), l’università privata di Belgrano (1964) e il Politecnico (1959). Fra le altre istituzioni accademiche si ricordano il Conservatorio musicale nazionale (1924) e la Scuola nazionale di belle arti (1904).
Il primo insediamento europeo nella zona risale al 1536: una spedizione spagnola edificò un forte che venne però abbandonato dopo appena cinque anni, a causa dei continui scontri con la popolazione indigena. Una base permanente venne fondata nel 1580, ma la colonia ebbe un effettivo sviluppo solo nel 1776, quando fu prescelta come capitale dell’immenso vicereame del Rio de la Plata. L’indipendenza dalla Spagna, proclamata nel 1810 e ufficialmente riconosciuta nel 1816, segnò l’inizio della libera attività commerciale per il porto di Buenos Aires e la città conobbe un rapido sviluppo demografico. La massima espansione economica si registrò intorno al 1860: numerosi emigranti europei, soprattutto italiani e spagnoli, giunsero in città e, grazie a capitali stranieri, vennero realizzate diverse infrastrutture, fra cui la rete ferroviaria e quella tramviaria, i bacini portuali e le condotte per la fornitura del gas. La città, nominata capitale provvisoria del paese nel 1862, fu dichiarata capitale permanente dell’Argentina nel 1880, quando venne istituito il distretto della Capitale Federale, amministrativamente separato dal resto della provincia. A partire dal 1930 la migrazione verso Buenos Aires dalle province interne dell’Argentina gradatamente sostituì il flusso di immigrati dall’Europa. Tra il 1976 e il 1982 la città fu teatro delle spietate repressioni degli oppositori al regime dei generali Videla, Viola e Galtieri, che si succedettero al potere, colpevoli della soppressione di più di 20.000 persone. L’immane tragedia venne fatta conoscere al mondo dalle coraggiose madri degli scomparsi (i desaparecidos), che sfidarono la dittatura manifestando nella Plaza de Mayo (vedi Madri di piazza di Maggio). Negli anni 2000-2001 la città risentì in modo particolare della grave crisi economica e finanziaria che attanagliava il paese: nelle sue strade si svolsero accese manifestazioni di protesta popolare e si verificarono incidenti con le forze di polizia. Abitanti: 3.018.102 (2005).
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