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Risultati di Windows Live® Search Berg, Alban (Vienna 1885-1935), compositore austriaco. La sua formazione musicale ebbe come centro Vienna, dove studiò sotto la guida di Arnold Schönberg, il creatore della dodecafonia. Berg adottò questo metodo compositivo trattandolo con grande libertà e integrandolo con tecniche e forme attinte alla musica barocca. I suoi primi lavori, come gli Altenberg Lieder (1912) per voce e orchestra, rivelano l’influenza di compositori del tardo romanticismo come Richard Wagner e Gustav Mahler. L’opera Wozzeck (rappresentata per la prima volta nel 1925), tratta dal dramma Woyzeck di Georg Büchner, è considerata un esempio ineguagliato di composizione espressionista. La musica, basata su forme precedenti come la sinfonia e l’invenzione, è rigorosamente strutturata, ma all’interno di una struttura che non è di immediata evidenza. L’atonalità caratteristica della musica espressionista è punteggiata da accordi e cadenze destinati a indurre sottilmente nell’ascoltatore quelle attese che nella musica tonale erano provocate dalle progressioni armoniche. La tecnica dodecafonica fu utilizzata, sempre però piegata a esigenze espressive quasi romantiche, nelle successive composizioni: tra queste si ricordano il Concerto da camera (per pianoforte, violino e 13 fiati; 1923-1925), la Suite lirica (1926) per quartetto d’archi, e Le Vin, cantata per soprano e orchestra su una poesia di Baudelaire (1929). La seconda opera lirica di Berg, Lulu (prima rappresentazione postuma, incompleta, 1937), anch’essa espressionista, fa uso della tecnica dodecafonica, mostrando nella sua applicazione un’eccezionale forza inventiva: ogni personaggio, ad esempio, dispone di una sua serie di note, sulla quale viene costruita tutta la musica che lo riguarda. La sua ultima composizione, il concerto per violino Alla memoria di un angelo (eseguito per la prima volta postumo nel 1936 a Barcellona), fu scritto per la tragica scomparsa di Manon Gropius, la figlia diciottenne dell’architetto tedesco Walter Gropius e di Alma Mahler, vedova del compositore. La sequenza dodecafonica su cui si basa il lavoro suscita nell’ascoltatore associazioni con la musica tonale, mentre verso la conclusione compare la citazione della melodia di un inno usato da Johann Sebastian Bach nella Cantata n. 60. Gravemente ammalato, dopo una dura lotta con le sue condizioni di salute per portare a termine Lulu, Berg morì senza aver potuto terminare il terzo atto. Una versione, completata da Friedrich Cerha, fu rappresentata a Parigi nel 1979. Berg, il suo amico e collega Anton Webern e il loro maestro Schönberg sono spesso indicati come la “seconda scuola musicale viennese”, alludendo a una “prima” formata da Franz Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven.
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