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Dal 1760 al 1710 ca. a.C., durante i regni di Hammurabi e del figlio e successore Samsuiluna, la civiltà babilonese raggiunse l’apogeo dello sviluppo culturale e del potere politico. Alcune delle più importanti città babilonesi cercarono tuttavia di rendersi indipendenti e durante il regno di Samsuiluna i cassiti invasero per la prima volta il paese. Sotto i successori di Samsuiluna il regno babilonese subì un serio declino, perdendo potere e territorio. Quando, nel 1595 ca. a.C., un esercito ittita raggiunse ed espugnò la città di Babilonia, il regno cadde in uno stato di completo disordine. Verso la metà del XVI secolo a.C., il re cassita Agum conquistò il territorio babilonese ed estese il suo dominio dall’Eufrate sino ai monti Zagros. Sotto la dinastia cassita, Babilonia riacquisì considerevole potere e importanza. Nei primi anni del XV secolo a.C., fu uno dei quattro maggiori stati dell’Asia occidentale, insieme ai regni egizio, ittita e mitanni. Nel corso del XIV secolo, gli elamiti imposero il loro potere su Babilonia, sconfiggendo i re cassiti. Tuttavia nella Babilonia centromeridionale fu fondata una nuova dinastia, nota come seconda dinastia di Isin. Verso la fine del XII secolo a.C., Nabucodonosor I (che regnò dal 1125 al 1103 ca. a.C.), uno dei re di Isin, sconfisse gli elamiti e attaccò l’impero assiro. Per i successivi due secoli il paese versò in uno stato di caos politico.
Fra le tribù confinanti con Babilonia era potente quella dei caldei, che dominavano il territorio posto lungo il golfo Persico. Dal IX al VI secolo a.C. i caldei svolsero un ruolo importante nella storia del Medio Oriente; presero parte alla distruzione dell’impero assiro e per un breve periodo resero Babilonia la potenza dominante in Mesopotamia. Quattro potenti monarchi assiri, Tiglatpileser III (745-727 a.C.), Salmanassar V (727-722), Sargon II (722-705) e Sennacherib (705-681), combatterono e conquistarono Babilonia. I successori di Sennacherib, Asarhaddon e Assurbanipal, mantennero il controllo politico di Babilonia nonostante le numerose ribellioni. Nel 626, quando l’impero assiro era in fermento e sotto la minaccia dei medi, degli sciti e dei cimmeri, un caldeo di nome Nabopolassar si autoproclamò re di Babilonia. Alleandosi ai medi, collaborò alla distruzione della potenza assira. Avvantaggiandosi della debolezza assira, l’Egitto minacciò Palestina e Siria. Nel 605 a.C. Nabucodonosor II marciò contro gli egiziani, sconfiggendoli presso Karkemish (nell’attuale Turchia). Nabucodonosor regnò per 43 anni ed estese il controllo politico babilonese su gran parte della Mesopotamia. Gli studiosi della Bibbia lo identificano con il re distruttore di Gerusalemme che portò i prigionieri ebrei a Babilonia. Per gli archeologi e gli storici egli fu un grande mecenate che ricostruì la capitale Babilonia e restaurò molti templi. La rinascita babilonese non durò a lungo: in seguito alla morte di Nabucodonosor nel 562 a.C. vi fu un lungo periodo di disordini nel quale spiccano le figure di Nabonedo e del figlio Belshazzar. Nel 539 a.C. i babilonesi furono sconfitti dal re persiano Ciro il Grande, il quale aveva anche sbaragliato i medi. Nabonedo fu catturato presso Sippar e Babilonia venne annessa alla Persia, perdendo l’indipendenza.
Dalla fine del regno di Hammurabi alla conquista persiana trascorsero più di 1200 anni. Durante questo lungo periodo di tempo la struttura sociale babilonese così come l’organizzazione economica, l’arte, l’architettura, le scienze, la letteratura, il sistema giuridico e i culti religiosi subirono considerevoli ma non essenziali modifiche. Basata perlopiù sul retaggio della cultura sumera, la cultura babilonese lasciò un segno profondo nel mondo antico.
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