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Maccabei

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Maccabei Famiglia di patrioti ebrei e sovrani del II e I secolo a.C., il cui vero nome era Asmonei. Il soprannome Maccabeo, probabilmente derivato dall'aramaico maqqaba (“martello”), fu conferito come titolo onorifico al più importante membro della famiglia, Giuda, e in seguito fu assunto da tutta la famiglia; il soprannome di “martellatore” stava a indicare la lunga e strenua lotta che i Maccabei condussero contro la dominazione siriana: le loro imprese e le relative leggende sono raccolte nei libri dei Maccabei dell'Antico Testamento.

La storia della famiglia inizia con Mattatia (?-166 ca. a.C.), sacerdote della località di Modin presso Gerusalemme, che, fuggito nel 167 a.C. insieme ai figli e a numerosi altri ebrei sulle montagne, guidò una rivolta contro il re seleucide Antioco IV Epifane; costui aveva proibito il culto ebraico e aveva imposto altari dedicati alle divinità greche all'interno del tempio di Gerusalemme. Gli succedette il figlio Giuda Maccabeo (?-161 a.C.), che continuò la lotta contro i Seleucidi riconquistando il tempio di Gerusalemme e ripristinando il culto ebraico; fu però in seguito sconfitto dai siriani e morì in battaglia.

Il fratello e successore Gionata (?-142 a.C.) concluse la pace con la Siria (157), travagliata da lotte intestine; divenuto grande sacerdote di Gerusalemme e amministratore della Giudea (152), estese il proprio potere nel territorio ebraico, finché venne fatto prigioniero dai siriani (143) e quindi assassinato. Gli succedette il fratello Simone (?-135 a.C.), che nel 142 negoziò un trattato con la Siria in base al quale veniva riconosciuta l'indipendenza della Giudea; dopo che nel 141 egli era stato designato come sommo sacerdote e governatore civile, tali cariche divennero ereditarie per la famiglia. Simone fu assassinato dal cognato, capo di una fazione rivale.

Suo figlio Giovanni Ircano (?-104 a.C.) ampliò notevolmente i domini del regno occupando territori in Galilea; egli si proclamò sommo sacerdote e di fatto, pur non essendolo, governò come un re. Gli succedette il figlio Aristobulo I (140 ca. - 103 a.C.), il primo dei Maccabei ad assumere il titolo di re, che però regnò solo un anno. Sotto il suo regno iniziarono lotte intestine in seno alla famiglia. Il fratello Alessandro Janneo (?-76 a.C.) divenne re di Giudea (103-76) in seguito al matrimonio con la vedova di Aristobulo; dittatore spietato e crudele, proseguì nella conquista e nella conversione delle popolazioni confinanti col regno asmoneo, portandolo alla massima espansione, ma fu ucciso durante l'assedio posto a una città greca.

Sotto di lui divampò la guerra civile tra le opposte fazioni che si contendevano il trono: la lotta ebbe una tregua durante il regno di Alessandra Salomè (?-67 a.C.), moglie di Aristobulo I e, dopo la morte di questi, di Alessandro Janneo, che governò la Giudea dal 76 al 67 a.C. I conflitti dinastici si riaccesero tra i figli della regina: Ircano II (?-30 a.C.), nominato successore al trono, e Aristobulo II (?-48 a.C.). Quest’ultimo usurpò il potere del fratello e contro di lui chiese l’aiuto dei romani, il cui esercito, al comando di Pompeo, occupò la Palestina ponendo fine alla dominazione dei Maccabei.

Aristobulo fu mandato in esilio a Roma e fu in seguito avvelenato mentre si accingeva a ritornare in Giudea; con lui si estinse di fatto la dinastia. Ircano fu riconfermato sommo sacerdote ma perse di fatto il titolo di re; il suo sostenitore, l’idumeo Antipatro, fu nominato da Cesare governatore della Giudea. L’ultimo tentativo di riconquistare il trono fu realizzato dal figlio di Aristobulo II, Antigono, che tuttavia fu giustiziato da Erode il Grande designato dal senato romano re dei giudei. Stessa sorte toccò a Ircano II.

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