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Hitchcock, Alfred Joseph (Londra 1899 - Los Angeles 1980), regista e produttore britannico. Indiscusso “maestro del brivido”, Hitchcock fu uno dei più rigorosi e innovativi cineasti della storia del cinema; nei suoi film, considerati dei classici del genere suspense, egli seppe scandagliare i recessi dell’animo umano con grande sottigliezza e intelligente ironia.
Cresciuto nel segno di una severa educazione cattolica, dopo una formazione tecnica Hitchcock entrò nell’industria cinematografica redigendo didascalie per i film muti. Nel 1925 diresse The Pleasure Garden, prima tappa del breve apprendistato alla regia che lo avrebbe portato, nel giro di pochi anni, a realizzare due film di grande interesse come Il pensionante - Una storia della nebbia di Londra (1926) e Blackmail (1929, suo primo film sonoro). Nella prima pellicola, che narra la vicenda di un innocente accusato di omicidio, Hitchcock apparve per la prima volta in alcuni fotogrammi, inaugurando quella intrigante apparizione-cammeo che avrebbe perpetuato in tutti i film successivi. Blackmail presenta molti dei tratti caratteristici del cinema di Hitchcock, dalla sottile costruzione della suspense all’attenta esplorazione del confine fra innocenza e colpa. La lezione del cinema muto sarebbe rimasta centrale nel cinema di Hitchcock, che per tutta la sua carriera avrebbe costruito i propri film a partire da potenti metafore visive, affidando alle immagini un ruolo di assoluta preminenza nei confronti di dialoghi e interpretazione. Dopo alcuni film riusciti, fra cui L’uomo che sapeva troppo (1934, rifatto vent’anni dopo in America con maggiori disponibilità finanziarie), Il club dei 39 (1935), La signora scompare (1938), efficace cocktail di humour e suspense, e L’agente segreto (1936), adattamento in chiave spionistica di un testo di William Somerset Maugham, le disastrose condizioni dell’industria cinematografica inglese indussero Hitchcock a trasferirsi negli Stati Uniti.
Giunto negli Stati Uniti, Hitchcock si cimentò in tutte le possibili varianti del thriller, impegnato in quella che nel 1954 il giovane François Truffaut, allora critico in forza ai “Cahiers du Cinéma”, definì come una sfida con se stesso tesa “ad accumulare problemi di regia sempre più appassionanti e a risolverli brillantemente”.
Dopo le atmosfere neogotiche di Rebecca, la prima moglie (1940, dal romanzo di Daphne du Maurier) e Il sospetto (1941), e gli intrighi spionistici di Il prigioniero di Amsterdam (1940) e Sabotatori (1942), Hitchcock realizzò le prove virtuosistiche di Prigionieri dell’oceano (1944), nel quale il set era costituito unicamente da una scialuppa di salvataggio con nove personaggi, e Nodo alla gola (1948), realizzato con un solo piano sequenza di 80 minuti. I film più importanti di questo periodo sono Io ti salverò (1945, con Gregory Peck), Notorious - L’amante perduta (1946), con la coppia Cary Grant e Ingrid Bergman impegnata in un duetto di struggente ambiguità, e i meno noti L’ombra del dubbio (1943), Paura in palcoscenico (1950, con Marlene Dietrich) e L’altro uomo (1951, da un romanzo di Patricia Highsmith), che introducono la grande stagione hitchcockiana degli anni Cinquanta.
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