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Introduzione; I percetti; I principi dell’organizzazione percettiva; La costanza percettiva; Teoria classica; Ricerche recenti
Percezione Processo attraverso il quale l’informazione che proviene dagli organi di senso viene organizzata in un’esperienza utilizzabile dal soggetto. Si distingue di solito dalla sensazione, che si riferisce al risultato immediato e relativamente non elaborato della stimolazione dei recettori sensoriali. La psicologia della percezione si occupa da un lato dei processi più semplici di differenziazione sensoriale negli animali e, dall’altro, dei meccanismi attraverso i quali il cervello traduce in forma complessa stimoli semplici (ad esempio ci permette, al cinema, di realizzare l’illusione ottica per cui percepiamo in movimento una serie di immagini statiche, proiettate a brevissima distanza una dall’altra; Vedi Illusione).
Gli studiosi concordano sul fatto che la maggior parte degli stimoli grezzi, non organizzati, derivanti dalla vista, dall’udito e dagli altri sensi, vengano “corretti” simultaneamente e automaticamente dal cervello in percetti (o esperienze utilizzabili). Ad esempio, manteniamo costante l’immagine di un’automobile che passa per strada, in termini di proporzioni e di forma, anche se le singole immagini proiettate in ogni istante sulla nostra retina cambiano in maniera considerevole in relazione alla distanza dall’occhio: è come se il nostro cervello “compensasse” per mezzo delle esperienze precedenti la discontinuità sensoriale che si viene a creare, permettendoci così di mantenere una coerenza percettiva rispetto all’ambiente circostante che, diversamente, verrebbe percepito come un caos. Nonostante l’importanza che la percezione riveste per l’essere umano, i suoi processi sono tuttora in larga parte sconosciuti, a causa dell’impossibilità di ridurre il fenomeno a unità analizzabili e misurabili, e della difficoltà di riprodurre i dati ottenuti, che si basano in gran parte su resoconti soggettivi.
L’organizzazione degli stimoli sensoriali grezzi in esperienza dotata di significato coinvolge una serie di abilità mentali, quali il pensiero, la conoscenza, e la memoria. La conoscenza e l’esperienza sono estremamente importanti per la percezione, perché aiutano ad attribuire un significato a quanto percepito dai sistemi sensoriali.
Per comprendere questo aspetto, proviamo a leggere la seguente frase:
Sempre considerando l’esempio precedente, non ci soffermiamo a leggere ogni lettera singolarmente. Piuttosto, percepiamo le parole intere, o addirittura tutta la frase. Per riconoscere le parole ci siamo probabilmente serviti del contesto in cui compaiono. Il fatto che ci fosse scritto “leggere” ci ha fatto immaginare che dopo ci fosse una parola come “frase”. Inoltre, sempre per effetto del contesto, non abbiamo confuso la “n” scritta capovolta con la “u”. Questo aspetto della percezione, cioè che noi percepiamo un’unità dotata di significato e non singole parti, è stato messo in evidenza dalla psicologia della Gestalt, secondo la quale la percezione non può essere compresa analizzando unità isolate quali singole sensazioni, ma è necessario prendere in considerazione configurazioni globali (in tedesco, Gestalten), che nella loro totalità hanno un significato diverso dalla somma delle parti costitutive. La percezione segue, inoltre, alcune regole precise, dette “leggi dell’organizzazione percettiva” che hanno dato importanti contributi allo studio dell’apprendimento e della creatività, anche se la teoria in sé rimane troppo legata al metodo introspettivo e al resoconto soggettivo per poter essere pienamente accettata.
La psicologia della Gestalt ha individuato cinque leggi attraverso le quali le persone organizzano parti isolate di uno stimolo visivo in gruppi o oggetti interi. I principi riguardano: la prossimità, la similarità, la continuità, la chiusura e il “destino comune”. Una sesta legge, quella della pregnanza, è sottesa a tutte le altre. Nonostante siano applicate soprattutto alla percezione visiva, le leggi della Gestalt riguardano anche gli altri sensi. Ad esempio, quando ascoltiamo della musica, non percepiamo i singoli suoni separati, ma interpretiamo la musica come un insieme dotato di senso.
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