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Percezione

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3.1. 6

La pregnanza

La nozione generale che sottende alle leggi della Gestalt afferma che le persone intuitivamente preferiscono l’organizzazione percettiva più semplice e più stabile. Ad esempio, se osserviamo l’illustrazione in basso, possiamo organizzarla in una varietà di modi: come tre dischi sovrapposti, o come un disco intero e due dischi da cui è stato tolto un pezzo a destra, oppure come una visione dall’alto di un oggetto tridimensionale, formato da tre parti cilindriche. Secondo la legge della pregnanza, percepiamo il disegno come costituito da tre dischi sovrapposti, perché è l’interpretazione più semplice.

3.2

Figura e sfondo

La percezione non coinvolge solo principi di raggruppamento, ma anche la distinzione dell’oggetto dallo sfondo. Osserviamo infatti che quando percepiamo un oggetto, l’area che lo circonda viene considerata quale sfondo.

L’immagine nell’illustrazione Figura e sfondo rappresenta un caso in cui risulta difficile, “ambiguo”, decidere qual è la figura e qual è lo sfondo. Infatti, possiamo “vedere” un vaso bianco su fondo nero, ma anche due profili neri su fondo bianco.

4

La costanza percettiva

Quando guardiamo un oggetto, l’immagine che proietta sulla nostra retina varia a seconda dell’angolo di osservazione, della luminosità dell’ambiente, dell’orientamento dell’oggetto e di vari altri fattori. La costanza percettiva ci permette di percepire un oggetto come sempre lo stesso, nonostante i cambiamenti dell’immagine retinica. Gli psicologi hanno identificato una serie di costanze percettive, che comprendono la costanza della grandezza, della forma e del colore.

4.1

La costanza della grandezza

La tendenza a percepire gli oggetti come dotati di dimensioni costanti è definita costanza della grandezza. La percezione della profondità gioca un ruolo importante in questo meccanismo. Quando un oggetto è vicino a noi, l’immagine che proietta sulla nostra retina è grande, quando è lontano è più piccola. Nonostante questi cambiamenti nell’immagine retinica, noi percepiamo l’oggetto come dotato di grandezza costante. Ad esempio, quando vediamo una persona molto lontana, nonostante la sua immagine retinica sia piccola, non pensiamo che la persona sia piccola, ma pensiamo appunto che sia lontana.

Gli psicologi hanno proposto numerose spiegazioni di questo fenomeno. Per prima cosa, le persone imparano da piccole quali sono le dimensioni medie di un oggetto, e perciò imparano a giudicare le dimensioni dall’esperienza precedente. Ad esempio, sappiamo che un insetto è ben più piccolo di una persona; quindi, se percepiamo una persona delle stesse dimensioni di un insetto, concludiamo che essa sia molto lontana.

Un’altra spiegazione riguarda le dimensioni relative degli oggetti: vediamo gli oggetti con dimensioni costanti, perché li confrontiamo con gli oggetti che li circondano.

4.2

La costanza della forma

La costanza della forma indica quel principio per cui percepiamo gli oggetti sempre con la stessa forma, nonostante la loro immagine retinica cambi a seconda dell’angolo di osservazione. Ad esempio, proviamo a osservare un libro di fronte a noi; la sua forma è certamente rettangolare, ma avviciniamo il bordo inferiore del libro, in modo che il bordo superiore risulti più lontano: l’immagine retinica sarà trapezoidale. Nonostante ciò, continuiamo a vedere il libro rettangolare. Questo perché il nostro sistema visivo tiene conto della profondità e della distanza.

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