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Introduzione; Caratteristiche della pianta; Specie spontanee e ibridi; Varietà coltivate; Malattie e tecniche colturali; Usi e valore nutrizionale; Cenni storici; Produzione; Classificazione scientifica
Grano o Frumento Nome comune delle numerose specie di piante erbacee annuali classificate nel genere Triticum nella famiglia delle graminacee, originarie del Medio Oriente e ampiamente coltivate fin dai tempi più antichi dai popoli delle regioni temperate, per i quali rappresentano uno dei più importanti prodotti agricoli.
La pianta del grano è un’erba alta fino a 1,5 m, caratterizzata dal tipico fusto delle graminacee, detto culmo, vuoto negli internodi e avvolto dalle guaine delle foglie. Queste ultime, lunghe e percorse da nervature parallele, si sviluppano sul fusto precocemente. I fiori sono riuniti in piccole infiorescenze dette spighette, rette da sottili piccioli e a loro volta disposte su spighe più grandi. Il frutto, il chicco di grano, è una cariosside ricca di carboidrati.
Le numerose specie incluse nel genere Triticum sono classificate in base al numero di cromosomi contenuti nelle cellule vegetative. Si distinguono tre grandi categorie di specie: quella del grano monococco o diploide, le cui cellule contengono 14 cromosomi; quella del grano dicocco o tetraploide, con cellule contenenti 28 cromosomi, e quella del grano esaploide, con cellule a 42 cromosomi. Le specie spontanee si incrociano con grande frequenza e facilità e tendono a formare ibridi naturali dai quali, nel corso dei secoli, sono state e vengono tuttora selezionate varietà adatte alla coltivazione industriale. Le specie più diffusamente coltivate a scopo commerciale sono quelle tenere da pane (Triticum aestivum), quelle dure da pasta (Triticum durum) e quelle dette grano farro (Triticum spelta). In alcune regioni sono ancora coltivate specie rustiche (particolarmente adatte alle condizioni climatiche e pedologiche locali), che spesso costituiscono un’importante fonte di materiale vegetale primario per speciali programmi di riproduzione controllata.
Le specie coltivate nelle varie regioni del pianeta vengono opportunamente scelte e selezionate in base alla loro produttività e alla particolare capacità di adattamento alle condizioni ambientali locali. In Russia, negli Stati Uniti e in Canada (tre dei principali produttori di grano nel mondo) si coltivano principalmente specie primaverili (che vengono seminate in primavera e raccolte in estate) e specie autunnali (seminate in autunno e raccolte in primavera), con chicchi dai colori più svariati. In genere le varietà autunnali hanno chicchi bianchi, mentre quelle primaverili hanno chicchi rossi. Il grano farro è caratterizzato da spighette spaziate, con glume dalla punta squadrata e chicchi lunghi e stretti. Il grano duro ha grandi chicchi coriacei ed è coltivato soprattutto nelle regioni mediterranee per ricavarne la farina con cui si prepara la pasta. Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento sono state sviluppate nuove varietà altamente produttive. Inoltre, una serie di programmi sperimentali ha portato alla produzione di varietà estremamente resistenti alle condizioni climatiche avverse e alle malattie. Nel 1978 furono scoperti in Medio Oriente alcuni esemplari di una specie ancestrale, particolarmente ricca di proteine e resistente alla siccità. Grazie a questa importante scoperta sarà forse possibile selezionare varietà ancora più forti e produttive rispetto a quelle attualmente in uso.
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