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Introduzione; Storia; Approvvigionamento idrico e reti fognarie; Apparecchi di sicurezza e impianti speciali
Impianto idraulico Rete di tubazioni e relativi accessori per il trasporto di acqua da e verso un edificio. Per motivi di tutela della salute pubblica, ogni edificio abitato deve possedere un rifornimento d'acqua per le cucine e gli apparecchi igienico-sanitari, e un sistema fognario per lo smaltimento delle acque di scarico. I requisiti di progettazione e realizzazione e il numero minimo di attrezzature sanitarie necessarie vengono fissati dalle amministrazioni locali a seconda della destinazione d'uso dell'edificio e del numero di occupanti.
Il piombo è stato il materiale più usato per la costruzione di condutture e tubazioni fino al XIX secolo, quando venne sostituito dalla ghisa. Scavi archeologici hanno riportato alla luce sistemi per lo smaltimento di rifiuti organici in edifici di oltre 10.000 anni fa. Già presenti nei palazzi reali della civiltà dell'Indo (sviluppatasi tra il 2500 e il 1700 ca. a.C.), gli impianti idraulici per acqua corrente e smaltimento dei rifiuti organici trovarono grande sviluppo con l'impero romano e verso la fine del XIX secolo divennero parte integrante di tutte le abitazioni. Gli impianti moderni sono dotati di numerosi accessori, diversi a seconda dell'edificio a cui sono destinati: fontanelle pubbliche, gabinetti, lavabi, vasche da bagno, docce, prodotti con materiali impermeabili come maiolica, ghisa smaltata, acciaio inossidabile e plastica. Le tubazioni invece possono essere realizzate in ghisa, ottone, rame, acciaio inossidabile, alluminio, plastica, grès e calcestruzzo. A ospedali, laboratori ed edifici industriali viene data la possibilità di richiedere, al bisogno, impianti speciali aggiuntivi.
Nelle zone urbanizzate, l'acqua sotto pressione viene inviata agli edifici attraverso la rete di distribuzione cittadina. In altre aree l'acqua viene ottenuta per estrazione da pozzi, corsi d'acqua o laghi, per cui è spesso necessario effettuare analisi chimico-biologiche. Quando è necessaria un'acqua di qualità superiore, ad esempio in ospedali e laboratori, si fa uso di speciali impianti di distillazione, demineralizzazione e purificazione per osmosi inversa. Le reti fognarie sono di due tipi: per acque provenienti da impianti sanitari-igienici e per acque pluviali. Le prime trasportano escrementi e altri rifiuti, provenienti dai servizi igienici, verso gli impianti per il trattamento dei liquami: si tratta di reti fognarie connesse, all'interno di un edificio, a un sistema di camini di sfiato, che mantiene uniforme la pressione in tutta la rete. Ciò impedisce ad esempio il riflusso dell'acqua nei sifoni e di conseguenza la diffusione nell'edificio di esalazioni fognarie. Le reti fognarie per acque pluviali vengono utilizzate per raccogliere l'acqua sul tetto dell'edificio e trasportarla fino a un serbatoio oppure a un pozzo di scarico. Ospedali e laboratori spesso dispongono di speciali reti fognarie per lo smaltimento di rifiuti acidi, radioattivi o contaminati da agenti infettivi.
Sia gli impianti di approvvigionamento e distribuzione dell'acqua sia le reti fognarie devono essere progettati con particolari accorgimenti allo scopo di prevenire rispettivamente contaminazioni dell'acqua e dispersioni. Per impedire il riflusso nelle tubature dell'acqua di sostanze inquinanti, fenomeno noto come inversione di flusso, si ricorre a speciali elementi idraulici posti tra la rete idrica e gli impianti igienici. Nelle caldaie si installano valvole limitatrici della pressione e della temperatura per evitare rischi di esplosione in caso di malfunzionamento dei sistemi di controllo.
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