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Risultati di Windows Live® Search Mubarak, Hosni (Kafr el-Musallah 1928), militare e uomo politico egiziano, presidente dell’Egitto (dal 1981). Figlio di un funzionario del ministero della Giustizia, intraprese la carriera militare, frequentando prima le scuole nazionali dell’esercito e dell’aviazione, poi approfondendo gli studi in Unione Sovietica. Nominato capo di stato maggiore dell’aeronautica nel 1969, sotto la presidenza di Anwar al-Sadat, di cui fu un fedele alleato, ricoprì varie cariche, fra cui quella di viceministro della Guerra (1972-1975). Vicepresidente del paese nel 1975, subentrò a Sadat, morto in un attentato nel 1981, alla presidenza della Repubblica e alla guida del Partito nazionale democratico. Mubarak confermò la scelta occidentale compiuta da Sadat e rimase fedele al trattato di pace da questi sottoscritto con Israele (vedi Accordi di Camp David). Inaugurando una politica di “neutralità positiva” nei confronti delle grandi potenze, ripristinò le relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica e con i paesi arabi, ottenendo nel 1989 la riammissione all’interno della Lega araba. Nel 1983 riallacciò anche le relazioni con l’OLP di Yasser Arafat, assumendo in seguito un rilevante ruolo nell’annoso conflitto israeliano-palestinese (vedi Questione palestinese). Rieletto nel 1987, si ritrovò a fronteggiare i gravi problemi economici del paese, nonché il rafforzarsi dell’opposizione dei fondamentalisti islamici. Nel 1990 appoggiò le sanzioni inflitte dall’ONU all’Iraq dopo l’invasione del Kuwait e inviò contingenti armati a sostegno della coalizione antirachena nella guerra del Golfo. Alla fine del conflitto, partecipò al rafforzamento della sicurezza nel golfo Persico. Negli anni Novanta, all’emergenza terroristica (egli stesso sfuggì a diversi attentati per opera dei fondamentalisti islamici, il più clamoroso dei quali avvenne nel 1995 ad Addis Abeba) Mubarak rispose con misure severissime, facendo arrestare migliaia di membri e simpatizzanti delle organizzazioni fondamentaliste e ponendo forti limitazioni alla libertà di stampa. Rieletto incontrastato nel 1999, dopo l’attacco terroristico che colpì gli Stati Uniti l’11 settembre 2001 irrigidì ulteriormente le misure di sicurezza interne, sollevando un forte malcontento. Cercò nel contempo di rilanciare il dialogo con i settori religiosi della società e di non isolarsi dal resto del mondo arabo, pronunciandosi decisamente contro il nuovo intervento militare statunitense in Iraq. Nel 2005 è stato confermato per la quinta volta alla presidenza del paese, in elezioni in cui, per la prima volta, hanno potuto candidarsi esponenti delle opposizioni laiche.
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