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Risultati di Windows Live® Search Commonwealth britannico (nome ufficiale The Commonwealth of Nations), associazione di stati sviluppatasi nell’ambito dell’impero britannico (vedi Imperi coloniali), costituita dai paesi che, raggiunta l’indipendenza, hanno conservato un rapporto economico e culturale con il Regno Unito. Attualmente comprende le seguenti nazioni: Gran Bretagna, Antigua e Barbuda, Australia, Bahama, Bangladesh, Barbados, Belize, Botswana, Brunei, Camerun, Canada, Cipro, Dominica, Figi, Gambia, Ghana, Giamaica, Grenada, Guyana, India, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malaysia, Maldive, Malta, Maurizio, Mozambico, Namibia, Nauru, Nigeria, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, isole Salomone, Samoa, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Sri Lanka, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Uganda, Vanuatu e Zambia. L’Unione sudafricana, ora Sudafrica, si ritirò dal Commonwealth nel 1961, ma vi aderì di nuovo nel 1994 dopo la definitiva abrogazione delle norme sull’apartheid. Il Pakistan ne uscì nel 1972 per poi rientrarvi nel 1989 ed è, dal 1999, sospeso. L’Irlanda è associata al Commonwealth per motivi commerciali, ma non ne è membro a tutti gli effetti. Nel 1995 il Mozambico fu il primo paese non anglofono a essere accolto nel Commonwealth. Nel 2003, al contrario, lo Zimbabwe interruppe ufficialmente la sua appartenenza all’associazione, che durava dal 1980. Le relazioni tra la Gran Bretagna e gli altri membri dell’associazione sono regolate dai rispettivi ministeri degli Affari Esteri anche attraverso l’invio di alti commissari con il rango di ambasciatori. Il Segretariato del Commonwealth, fondato nel 1965, fornisce informazioni e consulenze utili alla reciproca cooperazione tra i membri; nei territori non autonomi il sovrano britannico è rappresentato da un governatore generale. L’espressione “The Commonwealth of Nations” fu impiegata ufficialmente per la prima volta alla conferenza imperiale del 1926, in riferimento al “gruppo di comunità autogovernantisi composto dalla Gran Bretagna e dai Dominions”. Lo statuto di Westminster sancì la piena eguaglianza tra Regno Unito e Dominions e la costituzione del Commonwealth. Al raggiungimento dell’indipendenza nel 1947, l’India confermò la propria appartenenza al Commonwealth, stabilendo un precedente seguito poi da molte ex colonie britanniche. Il Commonwealth non dispone di un proprio organismo espressamente incaricato di compiti politici; questa funzione è riservata alle periodiche consultazioni tra i membri su temi di comune interesse.
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