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Introduzione; Le utopie comuniste; Marx e Engels; Socialismo e anarchismo; L’Internazionale comunista; Il modello sovietico; Movimento comunista e anticolonialismo; La seconda guerra mondiale; La Guerra Fredda; Il movimento comunista in Asia; Il movimento rivoluzionario in America latina; Le divisioni del mondo comunista; Eurocomunismo; Conclusione
Comunismo In teoria politica, dottrina che propugna la creazione di una società in cui sia abolita la proprietà privata dei mezzi di produzione e la distribuzione dei beni sia attuata in funzione dei bisogni di ciascun membro della società; con lo stesso nome si designa il movimento politico che si propone di realizzare tale società. La nozione politica di comunismo non va confusa con quella etnologica di “comunismo primitivo”, una forma di società arcaica che garantisce a tutti i membri accesso alle risorse vitali.
L’idea che la proprietà privata sia inconciliabile con una società giusta ha indotto molti autori a immaginare sistemi basati su presupposti diversi. Platone, nella Repubblica, affermò che i governanti di uno stato perfetto, ossia i filosofi, avrebbero dovuto vivere in condizioni di comunità dei beni per potersi dedicare interamente alla giustizia. Anche il cristianesimo ebbe le proprie utopie comuniste, e la proprietà comune caratterizzò le società ideali immaginate da Thomas More (Utopia, 1516) e da Tommaso Campanella (La città del sole, 1623). Analoghe descrizioni ricorrevano negli scritti dei pensatori socialisti del XVIII e del XIX secolo Charles Fourier e William Morris.
Nel suo significato moderno, il termine è associato alle teorie di Karl Marx e Friedrich Engels che, insieme, stilarono il Manifesto del Partito comunista (1848), un testo scritto per un’organizzazione rivoluzionaria tedesca, la Lega dei comunisti, e destinato ad avere un’enorme risonanza nel mondo. Per Marx il tratto fondamentale della società che sarebbe succeduta al capitalismo, quando questo avesse esaurito la propria funzione storica, era l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Egli non cercò mai di prefigurare nel dettaglio l’organizzazione della società futura, considerando gli sforzi in questa direzione fantasie di utopisti. Il principale compito del “socialismo scientifico”, in quanto contrapposto al “socialismo utopistico“, era piuttosto, secondo Marx, la comprensione delle “leggi di movimento” della società capitalistica. Da accenni disseminati nelle sue opere, si ricava comunque che la società comunista sarebbe stata caratterizzata da abbondanza di beni materiali, per cui gli esseri umani si sarebbero emancipati per sempre dalla necessità di lottare per sopravvivere. Divisione del lavoro e classi sociali sarebbero scomparse. Lo stato – che nel capitalismo ha il compito di regolare l’appropriazione della ricchezza prodotta nell’interesse delle classi dominanti – divenuto inutile si sarebbe dissolto. In una fase successiva (Critica al Programma di Gotha, 1875), Marx distinse due fasi: nella prima, direttamente emergente dal capitalismo, la proprietà privata sarebbe stata abolita, ma la divisione del lavoro sarebbe rimasta e si sarebbe applicato il principio distributivo “a ciascuno secondo il suo lavoro”; nella seconda, realizzata l’abbondanza di beni, sarebbe subentrato il principio “a ciascuno secondo i suoi bisogni”.
I socialisti che adottarono le idee di Marx ritenevano che il comunismo non potesse instaurarsi prima del pieno sviluppo del capitalismo. Per un’altra componente del movimento rivoluzionario, gli anarchici, il comunismo e l’abolizione dello stato potevano instaurarsi spontaneamente e immediatamente attraverso l’insurrezione delle classi oppresse (Michail Bakunin) o attraverso il graduale sviluppo di società di mutuo soccorso (Pëtr Alekseevič Kropotkin). La polemica tra Marx e gli anarchici segnò i primi passi del movimento operaio internazionale; tuttavia, dopo aver vissuto un periodo di diffusione in Europa e in America, verso la fine del XIX secolo l’anarchismo entrò in crisi, con l’unica eccezione della Spagna, dove conservò un notevole peso fino alla guerra civile.
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