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Introduzione; Caratteristiche delle cellule cancerose; Insorgenza del cancro; Invasione e diffusione; Agenti cancerogeni; Individuazione e diagnosi; Stadi della malattia; Possibili terapie; Possibilità di guarigione
Circa il 3% dei casi di cancro sembra avere una base ereditaria; alcune recenti indagini hanno individuato alcuni geni difettosi, o oncogeni, responsabili della predisposizione ad ammalarsi di un determinato tipo di cancro.
Più precocemente il cancro viene diagnosticato e curato, maggiori sono le probabilità di guarigione. Attualmente sono disponibili test diagnostici per l’individuazione di alcuni tipi di cancro, ma, purtroppo, non ancora per tutti. La comparsa di sintomi insoliti, di cui non si conosce la causa, deve essere riferita al medico curante, al fine di escludere la presenza di un tumore maligno. Se questa patologia viene diagnosticata, occorre adottare al più presto le misure terapeutiche più opportune. L’esame obiettivo per la diagnosi precoce del cancro comprende l’ispezione e la palpazione di tutti i siti accessibili, in particolare cute, collo, mammelle, addome, testicoli e linfonodi. Inoltre può includere l’esame di tutti gli orifizi del corpo, in particolare la visita rettale per il cancro del retto o della prostata e la visita ginecologica per il cancro del collo dell’utero.
Un controllo o un esame diagnostico ripetuto periodicamente può aiutare a individuare precocemente alcune forme di cancro, come quello della cute e del testicolo. Nel caso della cute è opportuno consultare un medico se si verifichi l’ingrossamento di un nevo preesistente, oppure compaiano uno o più nei, oppure un neo modifichi la sua colorazione o appaia più rilevato; va comunque segnalata qualsiasi anomalia della superficie cutanea. Nel caso del testicolo, l’insorgenza di una formazione tumorale comporta un ingrossamento non doloroso di questo organo: anche in questo caso, è necessaria la valutazione di un medico mediante palpazione. Il pap-test, metodo di diagnosi citologica messo a punto nel 1943 dall’anatomista greco George N. Papanicolaou, permette di diagnosticare il cancro del collo dell’utero addirittura prima che si manifesti, poiché è in grado di individuare anche cellule in fase precancerosa. Esso consiste nel prelievo, mediante un tampone, di alcune cellule dalla cervice (collo dell’utero), operazione che viene effettuata in modo indolore e in pochi secondi. In base ai risultati delle analisi, il campione di cellule viene classificato secondo cinque categorie: esso appartiene alla prima se comprende cellule tutte sane, alla quinta se vi è una prevalenza di cellule maligne. L’esame del pap-test è consigliato alle donne da quando esse iniziano l’attività sessuale, con una frequenza annuale. Esso permette di intervenire tempestivamente, nel caso venga accertata la presenza di una forma tumorale. Anche il cancro dell’intestino ha uno stadio precanceroso che può essere individuato tramite screening. Un metodo attualmente allo studio utilizza un sottile tubo flessibile a fibre ottiche (sigmoidoscopio) per individuare polipi (ossia formazioni molli e allungate che possono crescere nelle mucose) dell’intestino che potrebbero diventare cancerosi. Alcune ricerche indicano che la rimozione di queste neoplasie benigne riduce del 50% il rischio di sviluppare il cancro per circa dieci anni. In Italia, dove ogni anno si osservano circa 27.000 nuovi casi di cancro del colon-retto, sono in programma alcuni studi pilota per compiere diagnosi precoci di questo tumore tramite due tipi di test: la ricerca del sangue occulto nelle feci e la pancolonscopia (indagine interna del colon mediante tubo a fibre ottiche). Per la diagnosi precoce del cancro della mammella, tutte le donne dai 50 ai 65 anni d’età ogni tre anni dovrebbero sottoporsi alla mammografia (radiografia delle mammelle). Negli Stati Uniti alcuni medici consigliano di iniziare lo screening a un’età più giovane; studi recenti indicano, tuttavia, che la mammografia può non essere utile per le donne prima della menopausa, in quanto il tessuto del loro seno, essendo più denso, rende più difficoltose la lettura e l’interpretazione dei mammogrammi. In Italia il cancro della mammella provoca ogni anno circa 10.000 vittime; per la prevenzione di questa forma di tumore sono stati istituiti alcuni programmi di screening mammografico (rivolti alle donne fra i 50 e i 70 anni), che prevedono la ripetizione dell’esame ogni due anni.
La biopsia, che comporta l’asportazione di una parte di tessuto da un tumore o da una metastasi, resta l’unico metodo certo per la diagnosi del cancro. L’introduzione di tecniche moderne ha ridotto notevolmente la necessità della biopsia chirurgica “a cielo aperto” (cioè mettendo allo scoperto l’organo in esame), poiché, con la guida della palpazione o della ecografia e altre tecniche di diagnosi per immagine, è possibile estrarre per biopsia un campione di tessuto da quasi tutte le zone del corpo tramite un ago sottile e flessibile. Ciò permette generalmente di compiere la diagnosi prima dell’operazione chirurgica, cosicché medico e paziente possono programmare meglio la terapia e l’intervento.
Una volta formulata la diagnosi di cancro, è necessario valutare l’estensione, o stadio, della malattia, a seconda della quale vengono basate la prognosi (cioè la descrizione di quale sarà il possibile sviluppo della malattia in base alle condizioni del paziente) e la terapia. Per tutti i tumori lo stadio clinico (I, II, III e IV) è definito in base al prelievo di campioni di tessuto con prognosi sempre più gravi, per cui si dice primario un piccolo tumore localizzato, secondario un tumore localizzato più esteso, terziario un tumore con interessamento dei linfonodi di quella regione corporea e, infine, quaternario un tumore con metastasi distanti dal sito di origine. Lo stadio clinico, definito dalle informazioni ottenute prima dell’esplorazione chirurgica, viene usato per decidere la terapia iniziale. Lo stadio chirurgico, che può essere diverso da quello clinico, comprende i dati ricavati dall’esplorazione chirurgica e viene usato come base per la terapia successiva e la prognosi, oltre che per analizzare gli effetti dei diversi trattamenti.
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