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Estrogeni

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Contraccettivi orali

Esistono due tipi principali di contraccettivi orali, che agiscono alterando l'equilibrio degli ormoni coinvolti nella funzione riproduttiva umana.

La pillola anticoncezionale di combinazione, introdotta nel 1956, ha rivoluzionato l'atteggiamento generale nei confronti del sesso, soprattutto per la sua maggiore affidabilità rispetto ai metodi di contraccezione disponibili in precedenza. Quindi, grazie alla pillola, a partire dagli anni Sessanta le donne hanno potuto avere rapporti sessuali senza il rischio di una gravidanza indesiderata. La pillola di combinazione (detta anche estro-progestinica) contiene estrogeni e progesterone e previene l'ovulazione. Ciò avviene grazie all'innalzamento del livello di estrogeni e progesterone nel sangue, i quali impediscono la liberazione, da parte dell'ipofisi, dell'ormone luteinizzante, LH, e di quello follicolo-stimolante, FSH, indispensabili per l'avvio e la sincronizzazione corretta della maturazione dell'uovo e della sua liberazione da parte dell'ovaio. Inoltre la pillola altera il pH e la consistenza del muco vaginale, in modo che l'ambiente della vagina sia ostile agli spermatozoi, e provoca modificazioni dell'endometrio che impediscono l'impianto dell'ovulo fecondato.

Un altro tipo di pillola, contenente solo progesterone e perciò detta progestinica, non sopprime l'ovulazione, ma altera il muco vaginale e l'endometrio per impedire la fecondazione o l'impianto dell'ovulo.

Le modalità di assunzione delle pillole contraccettive variano a seconda del tipo utilizzato; ad esempio, la pillola estro-progestinica deve essere assunta a partire dal primo giorno di mestruazione per ventuno giorni, possibilmente alla stessa ora, e quindi sospesa per sette giorni. La pillola progestinica deve essere invece presa tutti i giorni, con uno scarto massimo di due ore rispetto all'orario del giorno precedente.

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Estrogeni e cancro

Il cancro della mammella e quello dell'endometrio sono i due tipi di tumori maligni che possono essere influenzati dal livello degli estrogeni presente nel sangue della donna; tale livello può essere naturale o indotto artificialmente attraverso l'uso della pillola contraccettiva o della terapia ormonale sostitutiva. Il cancro della mammella è più frequente nelle donne con menarca (prima mestruazione) precoce e menopausa tardiva. Le donne che hanno avuto il primo figlio in giovane età sono esposte a un rischio minore di cancro e probabilmente ciòè legato all'età in cui avviene per la prima volta l'allattamento. Il ruolo della pillola contraccettiva nell'accrescere il rischio del cancro della mammella è controverso. Oggi, però, gli esperti concordano sul fatto che è improbabile che le pillole attuali, contenenti basse dosi di estrogeni, aumentino il rischio di questa malattia.

Il cancro endometriale è un cancro del rivestimento uterino. Poiché gli estrogeni sono responsabili della proliferazione naturale dell'endometrio durante il ciclo mestruale, questo tipo di cancro può essere considerato il risultato di un'iperstimolazione dell'endometrio da parte degli estrogeni. Il 75% circa dei casi si verifica dopo la menopausa e in generale è favorito da un'esposizione precedente dell'utero a livelli elevati di estrogeni. Quando la terapia di sostituzione ormonale fu introdotta negli Stati Uniti, comprendeva solo estrogeni e diede luogo a un aumento dell'incidenza del cancro endometriale. Oggi il problema è stato risolto con l'aggiunta al regime terapeutico di progesterone, che sembra esercitare un effetto protettivo contro questa forma di tumore.

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