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Gerusalemme

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Moschea di Omar, GerusalemmeMoschea di Omar, Gerusalemme
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Introduzione

Gerusalemme (ebraico Yerushalayim; arabo al-Quds), capitale, non internazionalmente riconosciuta, di Israele, situata sulle colline della Giudea, tra il mare Mediterraneo e il mar Morto, circa 60 km a est di Tel Aviv-Giaffa. Principale centro politico e amministrativo del paese, Gerusalemme ha recentemente sviluppato alcuni settori dell’industria (metallurgica, chimica) ed è un attivo polo culturale. Il turismo svolge un ruolo di rilievo nell’economia locale.

Gerusalemme è però innanzi tutto una delle capitali della religiosità mondiale, essendo la città santa delle tre maggiori religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo, islamismo. Sacra è infatti per gli ebrei, in quanto simbolo storico della patria a lungo negata e capitale del primo regno ebraico, sacra per i cristiani in quanto teatro degli ultimi giorni sulla terra di Gesù e sede della sua sepoltura, sacra per i musulmani in quanto sito dell’ascesa al cielo del profeta Maometto.

Quattro comunità etniche, tradizionalmente chiuse all’interno dei propri quartieri, popolano la capitale: musulmana, ebraica, cristiana e armena. Nettamente predominanti dal punto di vista demografico sono le prime due, ebrei israeliani (73%) e arabi palestinesi (24%). Ataviche incomprensioni, differenti ritmi di crescita economica e complicate vicende internazionali ostacolano l’integrazione tra i vari settori di Gerusalemme, condannandola alla stridente contraddizione di essere nel contempo città santa e luogo d’odio.

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Urbanistica e luoghi di interesse

Città pregna di storia e di simboli, Gerusalemme offre al visitatore un’affascinante varietà di monumenti ben conservati, inseriti nella struttura urbanistica di una moderna metropoli. La concentrazione maggiore di siti storici e religiosi ha sede nella Città Vecchia, circondata dalle mura costruite nel 1538 durante il regno dell’imperatore ottomano Solimano I il Magnifico, bastionatura possente e intervallata da suggestive porte.

La sezione cristiana, situata nella zona nordoccidentale, è confinante a sud-ovest con quella armena, che sorge oltre la porta di Giaffa; a nord con quella musulmana, la quale si estende in un’area compresa tra la porta di Damasco, la porta di Santo Stefano e la Porta dorata (oggi murata), a est della quale si trovano il monte degli Ulivi e l’orto di Getsemani. Il quartiere ebraico, compreso tra le sezioni musulmana e armena, occupa il quadrante sudorientale della Città Vecchia.

Tra gli innumerevoli, splendidi monumenti di Gerusalemme, tre più di altri associano al valore artistico il fascino dell’importanza storica: la basilica cristiana del Santo Sepolcro, costruita su una basilica del IV secolo, a sua volta eretta sul luogo tradizionalmente considerato la tomba di Cristo; il Muro Occidentale o Muro del Pianto, luogo sacro per gli ebrei, residuo del grande Tempio costruito da Erode il Grande, re di Giudea; la moschea musulmana della Cupola della Roccia, costruita sul luogo dell’ascensione al cielo di Maometto.

Nella Città Nuova sono situati il Museo d’Israele, l’Università ebraica (1918), il Museo dell’Olocausto Yad Veshem, il Cimitero nazionale del monte Herzel, la Biblioteca nazionale e universitaria ebraica, e il Palazzo della Knesset israeliana (il Parlamento). La parte moderna di Gerusalemme si è sviluppata attorno alla Città Vecchia e, grazie a severe regolamentazioni urbanistiche, presenta un impianto compatto e uniforme. I piani regolatori risalenti agli inizi del XX secolo hanno limitato l’altezza degli edifici e hanno concentrato le costruzioni sulle colline.

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Storia

Il sito di Gerusalemme fu popolato sin dall’età della Pietra; tra il 5000 e il 4000 a.C. gli abitanti della regione furono cacciati dai cananei, che caddero a loro volta sotto la dominazione egiziana nel XV secolo a.C. Verso il 1250 a.C., gli ebrei intrapresero la conquista di Canaan e arrivarono a Gerusalemme duecento anni dopo, al tempo di Davide, re d’Israele. Secondo l’Antico Testamento, Davide decise di fare di Gerusalemme la propria residenza e la capitale del regno, e vi edificò il palazzo reale. Il successore di Davide, Salomone, vi fece costruire il Tempio. In seguito alla secessione delle dieci tribù settentrionali, Gerusalemme rimase capitale solo di quelle di Giuda e Beniamino e la sua importanza diminuì notevolmente.

Venne saccheggiata dai babilonesi nel 587 a.C. e l’intera popolazione venne deportata a Babilonia. Rientrati in patria nel 538, durante il regno di Ciro il Grande, gli ebrei costruirono un secondo tempio e le mura. All’epoca dei Maccabei, ribellatisi ai Seleucidi di Siria (II secolo a.C.), Gerusalemme conobbe un periodo di grande prosperità.

Occupata da Gneo Pompeo nel 63 a.C., la città venne affidata a Erode il Grande. Egli riedificò il Tempio e intraprese la costruzione di numerose opere pubbliche. Dopo meno di un secolo, in seguito a una ribellione contro le autorità romane, Tito distrusse il Tempio (70 d.C.); successivamente, l’imperatore romano Adriano decise di ricostruire la città. La rivolta guidata da Simon Bar Kokeba (131-135 d.C.) venne sedata, Gerusalemme fu distrutta e riedificata con il nome di Aelia Capitolina e divenne colonia romana. Due secoli più tardi, l’imperatore Costantino vi fece costruire la chiesa del Santo Sepolcro.

Occupata dai persiani durante il regno di Cosroe II (614) e riconquistata dall’imperatore bizantino Eraclio (629), Gerusalemme fu presa nel 637 dai musulmani guidati dal califfo Omar I. Passata sotto il dominio dei Fatimidi e dei turchi selgiuchidi, nel 1099, dopo essere stata occupata dai crociati, divenne la capitale del Regno latino di Gerusalemme. Riconquistata dai musulmani con Saladino (1187), tornò sotto la dominazione dell’Egitto musulmano nel XIII secolo.

Nel 1517 ebbe inizio la dominazione ottomana, che proseguì sino al 1917, anno della conquista britannica della Palestina. Nel 1947 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò il piano che prevedeva l’internazionalizzazione di Gerusalemme, sotto il controllo delle Nazioni Unite, per favorire la convivenza di ebrei, cristiani e musulmani e consentire l’accesso ai luoghi sacri da parte dei fedeli delle tre religioni. Nella primavera del 1948, tuttavia, gli eserciti di Israele e Giordania occuparono Gerusalemme: Israele occupò il settore occidentale della città e la Giordania la parte orientale. Nel 1950 Gerusalemme fu scelta quale capitale di Israele. Nel corso della guerra dei Sei giorni gli israeliani occuparono il settore giordano, suscitando la condanna da parte dell’Assemblea generale dell’ONU. L’annessione venne ufficializzata nel giugno del 1980, con un decreto approvato dalla Knesset che proclamava Gerusalemme capitale “unita e indivisibile” di Israele.

Le tensioni scaturite da questa situazione hanno contraddistinto i rapporti tra il governo israeliano e la popolazione araba di Gerusalemme nell’ultimo ventennio. La stagione di parziale avvicinamento tra popolazione ebraica e musulmana, che ebbe quale momento maggiormente significativo l’accordo di pace del settembre del 1993 tra Israele e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) ha subito un tragico arresto con l’uccisione del premier Yitzhak Rabin, nel 1995.

Abitanti: 701.512 (2004).

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