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Risultati di Windows Live® Search Aggettivo In grammatica, parte del discorso che accompagna un nome per meglio determinarlo o esprimerne una qualità. In italiano, come nella maggior parte delle lingue europee, l'aggettivo assume diverse desinenze, concordando per genere e numero con il nome cui si riferisce. La classificazione tradizionale considera due categorie di aggettivi: i qualificativi, che indicano una qualità o una caratteristica del nome cui si accompagnano, talvolta organizzabili in coppie di opposti ('blu', 'velenoso', 'bello/brutto'), e i determinativi, che danno indicazioni sul nome: collocazione nello spazio rispetto ai soggetti della comunicazione, al numero e così via. Questi ultimi comprendono: aggettivi possessivi ('mio', 'suo'), dimostrativi ('questo', 'quello'), indefiniti ('alcuni', 'molti'), numerali ('dieci', 'primo', 'triplo'), interrogativi ed esclamativi ('che', 'quale', 'quanto'). L'aggettivo qualificativo, oltre alla sua forma primitiva, detta grado positivo, può assumere altre due forme che ne accrescono o ne attenuano il valore in relazione a un termine di paragone, e che corrispondono ai gradi comparativo e superlativo. Il comparativo esprime un confronto con un altro termine, che può essere di uguaglianza ('grande come...'), di maggioranza ('più grande di...') o di minoranza ('meno grande di...'). Il superlativo esprime una qualità al massimo grado, sia in rapporto ad un insieme di riferimento determinato sia assoluta. Nel primo caso si avrà un superlativo relativo ('il più grande di...'); nel secondo un superlativo assoluto ('grandissimo'). Come il sostantivo, anche l'aggettivo può subire alterazione tramite l'aggiunta di appositi suffissi ('piccol-ino', 'grand-icello'). Sempre tramite l'aggiunta di suffissi, avviene la formazione di aggettivi da verbi e sostantivi ('teatr-ale', 'legg-ibile', 'itali-ano', 'franc-ese'). Oltre alla funzione attributiva, l'aggettivo può svolgere anche una funzione predicativa, quando costituisce la parte nominale di un predicato (ad esempio, 'giovane' in 'mia zia è giovane'). Quando viene usato al posto di un nome, l'aggettivo è detto sostantivato e può essere preceduto dall'articolo ('il bello', cioè 'ciò che è bello').
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