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Paesi Bassi

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Paesi Bassi: bandiera e innoPaesi Bassi: bandiera e inno
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Divisioni amministrative e città principali

I Paesi Bassi comprendono dodici province: Brabante Settentrionale, Drenthe, Flevoland, Frisia, Gheldria, Groninga, Limburgo, Olanda Meridionale, Olanda Settentrionale, Overijssel, Utrecht e Zelanda. La parte meridionale della provincia della Zelanda, confinante con il Belgio, fa parte della regione storica delle Fiandre.

Amsterdam è la capitale economica e culturale del paese; Rotterdam è uno degli scali commerciali più importanti del mondo; L’Aia, sede del governo, è la terza città del paese; Utrecht è un grande centro industriale. Altre città di rilievo sono Groninga, la maggiore del nord del paese; Delft, celebre per le ceramiche, Gouda e Edam, sedi di note industrie casearie, Leida, Maastricht e Haarlem. Principali porti pescherecci sono Scheveningen, Katwijk, Vlaardingen, Ijmuiden.

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Economia

Per molti secoli, i Paesi Bassi hanno svolto un ruolo essenziale nell’economia europea; inoltre, l’impero coloniale olandese fu a lungo uno dei più ricchi e fiorenti del mondo. Verso la metà del XX secolo, epoca in cui l’Indonesia divenne indipendente, il fulcro degli interessi economici nazionali tornò a essere l’Europa. L’evoluzione da paese agricolo a polo industriale, poi a esportatore di energia, si è compiuta anche grazie al notevole ruolo assunto dallo stato nell’economia nazionale, per quanto oggi le imprese siano per la maggior parte private.

Nel 2005 il prodotto interno lordo ammontava a 624.202 milioni di dollari USA, corrispondenti a un PIL pro capite di 38.248 dollari. Il 24,4% del PIL è fornito dal comparto industriale ed energetico, mentre l’agricoltura contribuisce per il 2,1% al PIL. Il settore dei servizi, comunque, è oggi dominante, fornendo il 73,6% del PIL. Secondo i dati Eurostat, il tasso di disoccupazione del paese nel 2003 era pari al 3,8%, uno dei più bassi dell’Unione Europea.

5.1

Agricoltura e allevamento

L’agricoltura dei Paesi Bassi è altamente produttiva e dà un forte impulso alle esportazioni. La maggior parte delle fattorie è a gestione familiare; modestissima la percentuale di popolazione attiva occupata nel settore: il 3% (2005). Prati e pascoli occupano il 50% dei terreni agricoli; il resto è sfruttato per l’orticoltura e la floricoltura che forniscono oltre il 30% del reddito agricolo nazionale. Le maggiori produzioni sono quelle di cereali (frumento, orzo, segale, avena, mais), patate, lino, colza, barbabietola da zucchero, ortaggi (pomodori, cipolle, cavoli, piselli) e frutta (mele, pere, fragole, uva, prugne); la coltivazione di fiori è estremamente importante e comprende tulipani, giacinti, crisantemi, lillà, rose di serra.

Nei Paesi Bassi si allevano soprattutto volatili, oltre a suini, bovini, ovini. Le maggiori produzioni degli allevamenti comprendono il latte, il formaggio (celebri il Gouda e l’Edam), la carne, il burro e le uova.

5.2

Risorse forestali e pesca

Le foreste nei Paesi Bassi sono piuttosto scarse (solo il 10,8% del territorio), pertanto la produzione di legname è di modesta entità. Malgrado il forte inquinamento del Mare del Nord, la pesca, attività tradizionale, è invece molto importante e produttiva (600.561 tonnellate nel 2004); fornisce soprattutto aringhe, ostriche, merluzzo, sogliole, tonni e gamberi.

5.3

Risorse energetiche e minerarie

Si è pensato a lungo che i Paesi Bassi fossero poveri di risorse energetiche, e gli olandesi per secoli hanno fatto affidamento quasi esclusivamente sui mulini a vento per rifornirsi di energia. La torba, usata come combustibile, veniva estratta in alcune regioni, e la provincia del Limburgo era nota per i depositi di carbone, che veniva però in gran parte importato. Insieme al sale, queste erano considerate le uniche ricchezze del sottosuolo. Negli anni Sessanta del XX secolo, invece, cospicue riserve di gas naturale furono scoperte nella provincia di Groninga e giacimenti di petrolio vennero individuati nel nord-est e nell’ovest del paese.

Lo sfruttamento iniziò subito e la produzione aumentò rapidamente, permettendo di chiudere gli ultimi depositi carboniferi nel 1973 e rendendo i Paesi Bassi un grande esportatore di gas naturale. Nel 2004 la produzione di greggio fu di 46.948 barili al giorno e quella di gas 73.129 milioni di m³. Petrolio e gas costituiscono il 7% delle esportazioni totali del paese. Nell’ultimo decennio del XX secolo la produzione di energia eolica ha avuto un nuovo incremento, incentivato dai problemi di inquinamento ambientale. Nel 1992 furono installati più di 630 pale eoliche ad alta tecnologia, in grado di produrre 144 milioni di kW all'ora; oggi la produzione di energia “pulita” raggiunge il 5,6% (2003) del totale.

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