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    I Paesi Bassi ( Koninkrijk der Nederlanden [1] sono uno stato dell' Europa occidentale confinante a sud con il Belgio , a est con la Germania e a nord e a ovest con il mare del ...

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Paesi Bassi

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Paesi Bassi: bandiera e innoPaesi Bassi: bandiera e inno
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7

Storia

Gli abitanti dell’area corrispondente agli attuali Paesi Bassi dovettero lottare fin dalla più remota antichità contro le acque che minacciavano le loro terre, costruendo barriere artificiali per evitare le alluvioni. I problemi comuni della difesa del territorio rafforzarono la coscienza nazionale e diedero impulso a un forte bisogno di indipendenza dalle potenze straniere, che a più riprese tentarono di affermare la loro supremazia su questa zona strategica d’Europa.

7.1

Dal dominio romano al Medioevo

Nel I secolo a.C. i soldati romani di Giulio Cesare conquistarono la maggior parte del territorio, allora abitato da frisoni a nord e da altre popolazioni germaniche e da tribù celtiche a sud. Seguì un lungo periodo di sviluppo e i commerci fiorirono sotto il controllo diretto di Roma. Intorno al 300 d.C. tribù non autoctone si insediarono nel territorio; i frisoni riuscirono a mantenere i loro possedimenti, mentre i sassoni occuparono la parte orientale della regione, e i franchi l’area occidentale e meridionale.

7.2

Il dominio carolingio

Carlo Magno convertì i frisoni e i sassoni al cristianesimo, e tutta la regione entrò a far parte del Sacro romano impero. A questo periodo si fa risalire la denominazione di Fiandre o Nederland (Paesi Bassi), che comprendeva anche l’attuale Belgio. Dopo la morte di Carlo Magno, il territorio fu diviso in vasti feudi in lotta tra loro per il predominio. Nel IX e X secolo i vichinghi compirono numerose scorrerie lungo le coste. Le necessità legate alla difesa aumentarono il potere dei signori locali e dei loro vassalli, chiamati a garantire la sicurezza delle città mercantili. Si formarono così alcune entità politiche pressoché autonome, come la Frisia (occupata dai frisoni), la contea d’Olanda e il ducato di Brabante, la cui dipendenza dal Sacro romano impero era ormai puramente formale.

7.3

Dal dominio asburgico all’indipendenza

Nel 1433 il duca di Borgogna Filippo il Buono entrò in possesso della contea d’Olanda. Sul finire del XV secolo questo e altri territori delle Fiandre passarono agli imperatori d’Austria in seguito al matrimonio di Maria di Borgogna con Massimiliano d’Asburgo nel 1477. Carlo V estese la sovranità a tutti i Paesi Bassi, che vennero ceduti (1555) al figlio Filippo II, re di Spagna, il cui governo oppressivo spinse gli olandesi a entrare in guerra per ottenere l’indipendenza (1568-1648). Lo scontro fra calvinisti e cattolici giocò un ruolo determinante nel conflitto. Quando nel 1566 gli attacchi alle chiese e alle proprietà cattoliche aumentarono, il sovrano decise l’invio nel paese di truppe spagnole comandate dal duca d’Alba. La dura politica d’occupazione da questo instaurata e il potere dato all’Inquisizione portarono alla rivolta, guidata dal principe Guglielmo I d’Orange.

Nel 1579 le province ribelli del nord costituirono l’unione di Utrecht e proclamarono la loro indipendenza, mentre le province meridionali, fedeli alla corona di Spagna, formarono l’unione di Arras. Tale divisione prefigurava i futuri sviluppi politici: i Paesi Bassi, protestanti, si sarebbero sempre più distaccati dal sud cattolico, che avrebbe in seguito costituito il Belgio. Lo stato indipendente olandese subì una serie di pesanti sconfitte da parte degli spagnoli, ma nel 1585 l’andamento del conflitto venne rovesciato dall’entrata in scena degli inglesi, che fecero propria la causa dei ribelli. All’inizio del Seicento, le truppe spagnole vennero definitivamente scacciate dai territori dell’unione di Utrecht. Nel 1609 Filippo III di Spagna accettò di stipulare una tregua di dodici anni, riconoscendo di fatto l’indipendenza delle sette province settentrionali, che venne però dichiarata ufficialmente solo al termine della guerra dei Trent’anni (1648), quando la pace di Vestfalia sancì la nascita della Repubblica delle Province Unite.

7.4

La potenza mondiale

Ottenuta l’indipendenza, si aprì per i Paesi Bassi una vera e propria età dell’oro, segnata da una splendida fioritura culturale e da una straordinaria crescita economica. Verso la metà del XVII secolo il paese divenne la prima potenza economica e marittima d’Europa e Amsterdam il principale centro mercantile del continente.

Le esplorazioni oceaniche avevano nel frattempo consentito la creazione di una fitta rete di stazioni commerciali in Africa, nel Sud-Est asiatico e nelle Americhe. Nel 1602 il Parlamento olandese garantì alla Compagnia delle Indie Orientali il monopolio dei commerci con tutti i paesi a est del capo di Buona Speranza in Africa e a ovest dello stretto di Magellano nel Sudamerica. La Compagnia stabilì la propria base operativa nelle Molucche e più tardi a Giava, dove Batavia (l’odierna Giacarta) divenne il centro maggiore. Analogamente venne fondata, nel 1621, una Compagnia delle Indie Occidentali per il controllo del Brasile e del Nordamerica.

Nella guida dell’unione di Utrecht, a Guglielmo I d’Orange era succeduto il figlio Maurizio, al quale subentrò il fratello Federico Enrico. Tutti e tre governarono unitamente agli Stati Generali (l’assemblea dei rappresentanti di ciascuna delle sette province dell’unione) quali “primi servi della Repubblica” con la carica di statolder (governatore). Durante il governo di Maurizio, la repubblica fu divisa da un aspro contrasto tra l’Olanda e le altre province, che vide l’opposizione di due sette calviniste: gli arminiani e i gomaristi (vedi Rimostranti).

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