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    I Paesi Bassi (Koninkrijk der Nederlanden) [1] sono uno stato dell' Europa occidentale confinante a sud con il Belgio, a est con la Germania e a nord e a ovest con il mare del Nord ...

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Paesi Bassi

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Paesi Bassi: bandiera e innoPaesi Bassi: bandiera e inno
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7.5

Il declino

La rivalità olandese con l’altra maggiore potenza commerciale del mondo, l’Inghilterra, si trasformò in un conflitto militare. Le questioni tra i due paesi furono regolate dalle guerre anglo-olandesi, al termine delle quali gli olandesi persero Nuova Amsterdam (ribattezzata dai vincitori New York) in Nord America, ma acquisirono la Guayana (attuale Suriname). Dopo la guerra di successione spagnola (1701-1714), nel corso della quale gli olandesi si allearono con gli ex avversari contro la Francia, il potere economico e politico dei Paesi Bassi iniziò a declinare, a causa dell’inarrestabile crescita della potenza marittima inglese e della contemporanea politica espansionistica francese.

Quando Guglielmo III morì senza eredi nel 1702, un suo lontano parente, John William Friso, reclamò e ottenne il titolo degli Orange; nel 1747 suo figlio divenne statolder di tutte le sette province assumendo il nome di Guglielmo IV. Alla fine del XVIII secolo, al partito conservatore che appoggiava la casa d’Orange si oppose il nuovo partito nazionale di tendenze liberali. Col sostegno dei prussiani, i conservatori riuscirono a mantenere il controllo del paese sino al 1795, quando le truppe rivoluzionarie francesi lo invasero fondando la Repubblica Batava, modellata su quella francese.

7.6

La breve unificazione con il Belgio

La Repubblica Batava venne trasformata da Napoleone nel 1806 in Regno d’Olanda, annesso nel 1810 all’impero francese; durante il periodo della sottomissione alla Francia, tutti i possedimenti coloniali olandesi in America caddero in mano inglese. Nel 1815 il congresso di Vienna ristabilì l’indipendenza del regno dei Paesi Bassi, includendo nei suoi confini anche i territori belgi.

Questa unione forzata non ebbe successo perché le due regioni erano divenute ormai profondamente differenti per tradizioni, religione, lingua e interessi economici. Nel 1830 i belgi si ribellarono proclamando la loro autonomia; una conferenza tenutasi a Londra fra le maggiori potenze europee nel 1831 formulò le condizioni di separazione, accettate dalle due parti solo nel 1839.

7.7

La democrazia parlamentare

La seconda metà del XIX secolo fu segnata dalla liberalizzazione delle istituzioni politiche. Nel 1848 venne adottata una nuova Costituzione, che introdusse un regime parlamentare elettivo. Si formò un partito cattolico molto forte nelle regioni meridionali, che presto fu in grado di competere con i liberali e i conservatori, entrambi espressione della maggioranza protestante. Nel tardo XIX secolo si formarono inoltre un forte partito laburista e le prime organizzazioni operaie. L’amministrazione delle colonie asiatiche venne profondamente trasformata.

Gli anni tra il 1880 e il 1914 segnarono un periodo di notevole espansione economica, interrotto dalla prima guerra mondiale, di cui il paese risentì profondamente pur avendo scelto la neutralità; il crollo degli scambi commerciali, aggravato dal blocco navale intorno al continente, diede infatti origine a un’acutissima crisi economica. Nel 1917 venne definitivamente introdotto il suffragio universale. Nel dopoguerra il paese visse un periodo di sviluppo economico, favorito dalla crescita dell’industria e dall’impulso dato all’agricoltura dalla costruzione, nel 1932, dell’Afsluitdijk, la grande diga a nord dello Zuiderzee. A partire dal 1925, la situazione politica del paese fu caratterizzata da un’estrema instabilità, causata dalle divisioni all’interno della coalizione cattolico-conservatrice al governo.

7.8

Il secondo conflitto mondiale e il dopoguerra

Allo scoppio della seconda guerra mondiale i Paesi Bassi dichiararono la propria neutralità; nel maggio 1940 vennero tuttavia invasi dalla Germania nazista e sottoposti a un durissimo regime di occupazione, durante il quale fu sterminata gran parte della comunità ebraica (104.000 su 140.000 membri). La regina Guglielmina e il governo si recarono in esilio in Gran Bretagna, da dove fecero ritorno solo dopo la liberazione del paese, nella primavera del 1945. Nel 1944 il nord del paese fu inoltre colpito da gravi inondazioni e da una violenta carestia che provocarono la morte di decine di migliaia di persone.

Gli anni del dopoguerra furono dominati dagli sforzi per la ricostruzione, guidata da governi di coalizione tra cattolici e laburisti. I Paesi Bassi divennero membri dell’ONU nel 1945, parteciparono al piano Marshall e nel 1948 costituirono un’unione doganale con Belgio e Lussemburgo; nello stesso anno salì al trono la regina Giuliana. Abbandonata la loro tradizionale neutralità, nel 1948 diedero vita, con Belgio, Lussemburgo, Francia e Gran Bretagna, all’Organizzazione del trattato di Bruxelles e nel 1949 aderirono alla NATO. Nel 1952 furono tra i protagonisti della fondazione della CECA.

La guerra mondiale segnò anche il declino dell’impero coloniale olandese. Dopo una guerra durata quattro anni, i Paesi Bassi persero infatti il confronto con i nazionalisti indonesiani di Sukarno, ai quali nel 1949 trasferirono la sovranità su tutte le Indie Orientali, con l’esclusione dei possedimenti in Nuova Guinea, ceduti all’Indonesia nel 1962.

7.9

Dalla stagnazione al “modello olandese”

Nel 1958 l’unione doganale con Belgio e Lussemburgo trovò definizione nella costituzione del Benelux. Nel 1959 salì al potere il Partito popolare, che guidò una serie di instabili coalizioni tra partiti confessionali e conservatori. Nell’intento di arginare gli effetti di un lungo periodo di crisi economica e di inflazione, nel 1970 il governo impose uno stretto controllo su prezzi e salari e nel 1971 aumentò le imposte. Ridimensionata dai risultati delle elezioni svoltesi nello stesso anno, nel 1972 la coalizione di centrodestra si ruppe definitivamente, consentendo il ritorno dei laburisti al governo del paese. Nel maggio del 1973 il leader laburista Joop den Uyl assunse la carica di primo ministro alla guida di una coalizione di sinistra.

L’indipendenza concessa al Suriname nel 1975 fece affluire in Olanda un gran numero di immigrati, aggravando i problemi del paese. Il cambio al vertice avvenuto nel 1977, con l’inizio di una serie di governi guidati dai due leader del nuovo Partito cristiano-democratico Andreas van Agt e Ruud Lubbers, mutò di poco la situazione, nonostante l’avvio di una severa politica di tagli alla spesa pubblica. Nel 1980 la principessa Beatrice salì al trono dopo l’abdicazione della regina Giuliana.

Per molti anni afflitti da una grave stagnazione economica, grazie agli eccellenti risultati dell’industria elettronica e a un consistente aumento delle esportazioni, i Paesi Bassi, a differenza di molti altri paesi europei, vissero negli anni Ottanta un periodo di crescita economica e sociale. Il “modello olandese” sembrava essere riuscito nell’intento di coniugare la riforma economica con una sostanziale salvaguardia del sistema del welfare state e una contenuta disoccupazione; alla fine del decennio il paese sperimentò tuttavia un nuovo periodo di recessione.

Il 6 febbraio 1992 nella cittadina olandese di Maastricht venne ratificato il trattato volto a rafforzare l’integrazione economica e la cooperazione tra i paesi membri dell’Unione Europea.

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