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Lingua russa Lingua ufficiale della Russia. Fu lingua franca dell'impero russo e dell'Unione Sovietica, ed è tuttora usata come seconda lingua nelle altre ex repubbliche sovietiche. È una delle cinque lingue ufficiali dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Chiamata anche grande russo, forma con il bielorusso e l'ucraino il ramo orientale delle lingue slave; comprende tre gruppi di dialetti: settentrionale, centrale e meridionale. I dialetti meridionali e centrali si distinguono per il cosiddetto akan'je, cioè la pronuncia della o non accentata come a. Il russo standard si basa sul dialetto moscovita, un dialetto centrale. La lingua russa usa l'alfabeto cirillico, composto di 32 lettere.
Il russo è una lingua quasi del tutto fonetica, che cioè si legge come si scrive, e le regole di pronuncia sono poche e semplici. Vi sono tre generi grammaticali: maschile, femminile e neutro. Non esiste articolo e i nomi vengono declinati secondo caso (nominativo, accusativo, genitivo, dativo, strumentale e preposizionale) e numero (singolare e plurale; vedi Flessione). Gli aggettivi concordano con i nomi in genere, caso e numero. Il verbo ha tre tempi: passato, presente e futuro; esiste inoltre la categoria dell'aspetto, comprendente l'imperfettivo, che presenta l'azione come un processo ripetitivo, e il perfettivo, che presenta l'azione come conclusa; la distinzione di aspetto viene conservata in tutti e tre i modi (indicativo, congiuntivo-condizionale e imperativo) e nei participi, sia avverbiali sia aggettivali (questi ultimi possono essere attivi o passivi). Data l'esistenza di declinazioni e coniugazioni, l'ordine delle parole nella frase è piuttosto libero. Una tipica caratteristica del lessico russo è data dalle grandi famiglie di parole derivate da una stessa radice per mezzo di vari prefissi e suffissi.
Le prime testimonianze scritte risalgono alla fine del X secolo, dopo la conversione delle genti slave al cristianesimo. La lingua scritta introdotta dai missionari fu l'antico slavo ecclesiastico, detto anche antico bulgaro o glagolitico. Al tempo della sua introduzione, lo slavo ecclesiastico poteva essere facilmente compreso dagli slavi orientali; gradualmente, però, la lingua parlata subì un gran numero di semplificazioni sia fonetiche sia morfologiche e la divergenza rispetto alla lingua scritta si fece sempre maggiore. L'antico slavo ecclesiastico continuò a essere usato come lingua letteraria fino al termine del XVII secolo e solo in campo amministrativo e legale la scrittura fu completamente libera dalle influenze di questa lingua. Nel Settecento la secolarizzazione e l'occidentalizzazione della cultura, operate sotto Pietro il Grande, causarono una grande rivoluzione linguistica. L'antica lingua scritta, sia ecclesiastica sia burocratica, non era in grado di recepire i concetti scientifici, tecnologici, culturali e politici che Pietro aveva introdotto, cosicché fu sviluppata una lingua scritta che mescolava l'antico slavo, il vernacolare e gli elementi occidentali di recente acquisizione. La lingua russa raggiunse la sua forma attuale nella prima metà del XIX secolo.
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