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Deserto

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Deserto del SaharaDeserto del Sahara
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1

Introduzione

Deserto Area caratterizzata da precipitazioni scarse e molto irregolari (media annuale inferiore ai 250 mm) e pertanto povera o completamente priva di vegetazione. A causa dei particolari fenomeni che li caratterizzano (tra cui il processo di rapida evaporazione, i forti venti e le escursioni termiche) i deserti sono ambienti estremamente inospitali; abitati da una fauna scarsa e molto specializzata, sono inadatti all’insediamento stabile da parte dell’uomo. Presenti a tutte le latitudini, i deserti coprono 50 milioni di km², ossia circa un terzo delle terre emerse.

Le differenze di temperatura stagionali consentono di distinguere tra deserti caldi, nei quali le estati sono molto calde e gli inverni tiepidi; deserti freddi, caratterizzati da estati anche molto calde, perfino torride, ma da inverni rigidi; e deserti polari, dove le temperature sono sempre molto basse.

2

Tipi di deserto

2.1

Deserti subtropicali

I deserti subtropicali si trovano nella fascia compresa tra il 25° e il 35° di latitudine e sono dovuti alla presenza di anticicloni permanenti che producono condizioni climatiche estremamente stabili. Si tratta dei deserti più estesi: nell’emisfero settentrionale si distribuiscono dal Sahara fino alla regione di confine tra Pakistan e India (deserto di Thar) attraverso l’Arabia e l’Iran; nell’emisfero meridionale sono rappresentati dal deserto del Kalahari e dal deserto australiano. Molto caldi e soleggiati (ricevono raggi solari per più di tremila ore all’anno), con inverni tiepidi, sono caratterizzati da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Infatti, a causa della bassa percentuale di umidità, i raggi del sole riscaldano molto il suolo (la temperatura media è spesso tra i 35 e i 40 °C, con punte di 60 °C); durante la notte, tuttavia, il calore accumulato viene quasi totalmente disperso e la temperatura può avvicinarsi agli 0 °C).

2.2

Deserti litorali

I deserti litorali costituiscono strette fasce lungo il margine occidentale dei continenti americano e africano, estese dalle latitudini subtropicali fino all’equatore. Coincidono con le aree lambite dalle correnti oceaniche fredde del Benguela, di Humboldt (o del Perù), delle Canarie e della California, e sono, nell’ordine, il deserto del Namib, quello di Atacama, quello della Mauritania, quello della Bassa California. Al contatto con la fredda superficie dell’oceano, infatti, le masse d’aria si stabilizzano e le precipitazioni si fanno molto rare (da 25 a 35 mm). Le escursioni termiche sono ridotte (meno di 10 °C), l’aria è fresca (tra 13 e 22 °C) ma relativamente umida. Le nebbie mattutine sono frequenti (si parla infatti di deserti nebbiosi), ma si disperdono velocemente non appena l’aria si riscalda. La condensazione notturna relativamente abbondante permette la crescita di qualche rarissima pianta xerofita.

2.3

Deserti a ridosso di catene montuose

Alcuni territori immediatamente a ridosso di alte catene montuose possono desertificarsi perché la barriera naturale dei rilievi impedisce il transito delle masse d’aria umida oceanica. È il caso del deserto di Mendoza e della Patagonia nell’America meridionale (a est della cordigliera andina), e dei deserti della Death Valley, del Gran Bacino e del Mojave nell’America settentrionale (a ridosso delle catene costiere). In Asia si può classificare tra i deserti di questo tipo la regione che si estende lungo il versante settentrionale della catena himalayana.

In generale, il clima di questi deserti dipende anche da latitudine e altitudine: il deserto del Mojave è più caldo del deserto della Patagonia perché si estende in una fascia subtropicale, mentre il secondo rientra in una zona temperata fredda. Le depressioni desertiche del Gran Bacino hanno alcune caratteristiche proprie che derivano dall’altitudine.

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