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Struttura articolo
Introduzione; Anatomia; Fisiologia; Malattie del cuore; Diagnosi; Trapianto cardiaco; Cuore artificiale
Nell’embrione il cuore ha origine da due vasi aortici ventrali che, riunendosi, formano un organo pulsante. La completa separazione tra parte destra e sinistra del cuore avviene al momento della nascita. Nel feto, infatti, i due atri comunicano attraverso il forame ovale, o foro di Botallo; inoltre, vi è un breve condotto, il dotto di Botallo, che collega l’arteria aorta e il tratto comune dell’arteria polmonare. Tale conformazione anatomica determina la parziale commistione del sangue arterioso e di quello venoso, che si risolve solo al momento della nascita, con l’obliterazione del forame e l’atrofizzazione del dotto di Botallo.
La contrazione del tessuto muscolare cardiaco, che permette il pompaggio del sangue, viene generata da particolari gruppi di cellule specializzate (nodi), capaci di produrre impulsi elettrici in modo autonomo e ritmico. Questi stimoli hanno origine dal nodo seno-atriale, situato nell’atrio destro, e si propagano agli atri, facendoli contrarre; raggiungono poi il nodo atrio-ventricolare, localizzato alla base dell’atrio destro e, trasmettendosi lungo il setto interventricolare mediante un fascio di fibre nervose (fascio di His), si diffonde ai ventricoli, determinandone a loro volta la contrazione. Le proprietà endogene del cuore di generare impulsi elettrici (automatismo), di contrarsi (contrattilità) e di propagare l’impulso alla contrazione a tutto il suo tessuto (conduttività) sono modulate dal sistema nervoso vegetativo, che lo innerva attraverso terminazioni simpatiche e parasimpatiche. Il cuore, dunque, possiede un’attività elettrica intrinseca e una estrinseca.
L’alternarsi dei movimenti di contrazione e di rilassamento del muscolo cardiaco determina una sequenza di eventi che viene chiamata ciclo cardiaco. In una prima fase si verifica la contrazione dei due atri (presistole); in una seconda fase si ha la contrazione dei ventricoli (sistole); infine, in una terza fase si ha un rilassamento di tutte e quattro le cavità cardiache (diastole). L’intero ciclo dura circa 0,8 secondi e permette al cuore di ricevere il sangue, di farlo circolare nelle sue cavità e di spingerlo nei vasi. Il cuore riceve nell’atrio destro il sangue venoso, povero di ossigeno: quello proveniente dalle parti del corpo al di sopra e al di sotto del diaframma arriva mediante due grosse vene (rispettivamente la vena cava superiore e la vena cava inferiore), il sangue che ha perfuso il muscolo cardiaco mediante le vene coronarie. L’atrio sinistro riceve il sangue arterioso, ricco di ossigeno, proveniente dai polmoni, mediante le vene polmonari. La contrazione degli atri e la contemporanea apertura delle valvole atrio-ventricolari determina il passaggio del sangue venoso nel ventricolo destro e di quello arterioso nel ventricolo sinistro. La successiva contrazione dei ventricoli e la contemporanea chiusura delle valvole atrio-ventricolari spinge il sangue venoso nelle arterie polmonari e quello arterioso nell’arteria aorta. In tal modo il sangue povero di ossigeno raggiunge i polmoni, dove si arricchisce di ossigeno, e il sangue ricco di ossigeno va a irrorare tutte le parti del corpo.
In ogni ciclo cardiaco, il cuore produce due suoni, chiamati toni cardiaci. Il primo segue la chiusura delle valvole atrioventricolari ed è provocato dalla vibrazione dei lembi delle valvole, delle corde tendinee e delle fibre muscolari dei ventricoli. Il secondo segue la chiusura delle valvole aortica e polmonare ed è causato dalla vibrazione dei lembi delle valvole chiusi. Nelle malattie cardiache questi suoni regolari possono essere sostituiti o accompagnati da soffi, cioè da suoni provocati dal flusso turbolento del sangue attraverso valvole malfunzionanti o aperture anomale. Il rilevamento di questi soffi è molto importante a fini diagnostici.
Alcuni gruppi cellulari del cuore producono un ormone che agisce sull’apparato escretore, stimolando la produzione di urina (diuresi), e abbassa la pressione sanguigna; tale composto, di natura polipeptidica, è detto ormone natriuretico atriale e interviene nei processi omeostatici.
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