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Struttura articolo
Introduzione; Precedenti del battesimo; Battesimo ebraico; Battesimo cristiano; Sviluppo del rito; Battesimo dei fanciulli; Il battesimo nelle Chiese protestanti
Il rito del battesimo si arricchì gradualmente. I primi scritti cristiani (come la Didaché) descrivono una cerimonia molto semplice, che dal III secolo si fece liturgia più complessa. La Tradizione apostolica (215) di sant'Ippolito descrive come parti del rito il digiuno e la veglia preparatori, la confessione dei peccati, la rinuncia al demonio, il lavacro con acqua seguito dall'imposizione delle mani e dall'unzione con olio, cerimonia, questa, ripetuta nel sacramento della confermazione, che “perfeziona” la rigenerazione del battesimo.
Probabilmente nella Chiesa delle origini i bambini venivano battezzati seguendo la tradizione ebraica, secondo cui anche i fanciulli più piccoli appartenevano alla comunità dell'Alleanza. Nondimeno, poiché i peccati commessi dopo il battesimo erano considerati imperdonabili (ovvero potevano essere rimessi una sola volta), il battesimo veniva sovente posticipato. Tra il IV e il VI secolo, si sviluppò il sistema penitenziale; aumentò il timore di morire senza battesimo e quello dei fanciulli divenne pertanto obbligatorio.
Molte Chiese protestanti hanno accolto concezioni e pratiche battesimali della tradizione, sottolineando però il loro carattere di alleanza piuttosto che la stretta relazione con il peccato. Battisti e anabattisti sostengono il battesimo degli adulti, sulla base del fatto che solo gli adulti possono avere commesso atti peccaminosi, pentirsi e comprendere cosa sia la salvezza, una concezione accolta anche dalle Chiese pentecostali e dai gruppi neopentecostali.
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