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Risultati di Windows Live® Search Campagna di Gallipoli Operazione navale e terrestre della prima guerra mondiale che vide le forze britanniche, francesi, australiane, neozelandesi e indiane tentare, senza successo, di invadere l’impero ottomano. Teatro dell'azione, che ebbe luogo tra il 25 aprile 1915 e il 9 gennaio 1916, furono lo stretto dei Dardanelli e l'estremità della penisola di Gallipoli (Gelibolu) nei pressi di Istanbul. L'obiettivo, nella strategia del primo Lord dell’Ammiragliato, Winston Churchill, del ministro della Guerra Herbert Kitchener e dell'ammiraglio Sackville Carden, era quello di aprire un nuovo fronte quale alternativa alla situazione di stallo creatasi in Francia, di attenuare la pressione ottomana sulle forze russe nel Caucaso e di stabilire, conquistando Istanbul e lo stretto, un corridoio diretto con la Russia attraverso il Mar Nero. Fallita l’offensiva navale il 18 marzo del 1915 – quando tre corazzate della flotta anglo-francese furono affondate da mine subacquee e altre navi furono gravemente danneggiate – gli Alleati decisero di lanciare contro la Turchia un’offensiva terrestre. Sbarcate il 25 aprile, le truppe alleate vennero bloccate dalla risoluta resistenza turca. Nelle settimane successive, l'estrema cautela del generale Ian Hamilton non permise di sfruttare le occasioni favorevoli presentatesi. All'inizio di agosto, dopo mesi di stallo, nemmeno gli ingenti rinforzi furono sufficienti a spezzare le linee turche; ancora una volta le esitazioni del comando britannico resero inutili gli eroici assalti delle truppe alleate, che si infransero contro la strenua resistenza delle forze ottomane guidate dal carismatico Mustafa Kemal e dall’abile comandante tedesco Otto Liman von Sanders. Sostituito in ottobre Hamilton con il generale Charles Monro, a dicembre gli Alleati iniziarono il ritiro, che si concluse la notte tra l’8 e il 9 gennaio 1916. La spedizione di Gallipoli ebbe per gli Alleati effetti disastrosi: dei 500.000 uomini inviati in Turchia, circa la metà risultarono uccisi, feriti, prigionieri o dispersi. Le perdite complessive turche furono anche maggiori e l’impero ottomano, seppur vittorioso, uscì notevolmente indebolito dalla prolungata campagna.
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