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Brandeburgo (tedesco Brandenburg), regione storica e stato confederato (Land) della Germania nordorientale. Confina a nord con il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, a est con la Polonia, a sud con la Sassonia e a ovest con la Sassonia-Anhalt; il territorio del Brandeburgo circonda inoltre il Land di Berlino. La superficie complessiva, che include parte della regione storica della Lusazia, è di 29.476 km². Con una popolazione di 2.575.000 abitanti (2004) e una densità di 87 unità per km², è tra le regioni meno densamente popolate della Germania. La capitale è Potsdam. La regione si estende nella sezione orientale del Bassopiano Germanico ed è costituita da lande sabbiose, perlopiù ricoperte di foreste e punteggiate da numerosi laghi morenici. La Sprea e l’Havel sono i maggiori corsi d’acqua interni, mentre l’Oder segna gran parte del confine con la Polonia. Di rilievo la produzione ortofrutticola e cerealicola, mentre metallurgia, meccanica e petrolchimica sono i settori chiave dell’industria regionale. Oltre alla capitale, le città principali sono Brandeburgo, Cottbus e Francoforte sull’Oder.
Abitata originariamente dalla popolazione germanica degli svevi, la regione nel corso del Medioevo venne invasa da tribù slave; nel secolo X fu conquistata e cristianizzata dal re di Germania Enrico I, mentre il figlio, l’imperatore Ottone I, la organizzò in margraviato. La sua estensione crebbe nei secoli successivi a spese di Polonia e Boemia, grazie alle imprese dei principi di Wittelsbach e Lussemburgo, che governarono il Brandeburgo tra il 1323 e il 1411; nel 1356 l’imperatore Carlo IV elevò il margravio alla dignità di grande elettore (vedi Principi elettori). La regione passò quindi nel 1415, per volere dell’imperatore Sigismondo, sotto l’autorità di Federico di Hohenzollern che, avuta ragione della turbolenta nobiltà locale, instaurò un governo fortemente centralizzato ed estese ulteriormente i confini del territorio. In età luterana gli elettori del Brandeburgo divennero i campioni della causa protestante, facendosi promotori con Giovanni Sigismondo, nel 1614, della Confessione di Brandeburgo, con la quale si tentò una conciliazione delle posizioni di luterani e calvinisti. Nel 1618 Giovanni Sigismondo acquisì per matrimonio il ducato di Prussia, parte meridionale dell’antico possedimento feudale dell’ordine dei Cavalieri teutonici.
Benché devastato nel corso delle prime due decadi della guerra dei Trent’anni (1618-1648), il Brandeburgo-Prussia emerse come uno dei più forti stati tedeschi sotto il Grande Elettore Federico Guglielmo; nel 1701 l’imperatore Leopoldo I lo elevò a Regno di Prussia, sul cui trono pose il figlio di Federico Guglielmo, Federico I di Prussia. Da allora la storia del Brandeburgo divenne tutt’una con quella prussiana, sino alla seconda guerra mondiale. Alla conferenza di Potsdam del 1945 parte del Brandeburgo venne riconosciuta alla Polonia, mentre la rimanente area cadde sotto la zona d’occupazione sovietica, entrando a far parte della Germania orientale sino alla riunificazione tedesca del 1990.
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