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Strand, Paul

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Strand: Donna orbaStrand: Donna orba

Strand, Paul (New York 1890 - Orgeval, Parigi 1976), fotografo statunitense. Agli inizi della carriera aderì per un breve periodo al movimento pittorialista, che proponeva una fotografia molto artefatta, realizzata in studio con scenografie e comparse. Se ne distaccò tuttavia presto per sposare una poetica decisamente realista, interessata a rappresentare la realtà nel modo più neutro e veritiero: le sue fotografie divennero studi di oggetti comuni come utensili di cucina, piante riprese in dettaglio molto ravvicinato, edifici e abitazioni della campagna americana, meccanismi di precisione, strumenti di lavoro.

A partire dal 1919 si interessò alla fotografia di paesaggio (alternando primi piani tendenti quasi all’astrazione formalista a maestose vedute di lande sconfinate, nette prospettive di rocce a immagini di nubi e cieli di straordinario impatto visivo) e al ritratto, facendo propria l’idea di fotografia pura, diretta (straight photography) teorizzata da Alfred Stieglitz e Edward Steichen: grande forza comunicativa hanno i volti immortalati dai suoi scatti durante vari viaggi negli Stati Uniti, in Messico (1932-33, da cui nacque Mexican Portfolio del 1940), in Francia, in Egitto (1959), in Romania (1960, 1967), in Marocco (1962).

Parallelamente alla sua attività di fotografo, Strand si dedicò al documentario cinematografico, arte nella quale conciliò il suo interesse per la potenza espressiva del reale e un chiaro impegno sociale (in sintonia con Lewis Wickes Hine, suo maestro a New York). Tra i lavori più significativi si ricordano Manhattan (1921), denuncia delle ingiustizie sociali della nuova era industriale, realizzato in collaborazione con il pittore e fotografo Charles Sheeler; The Wave (1933); The Plow That Broke the Plains (1936). Nel 1935 compì un viaggio in Unione Sovietica, dove conobbe il regista Sergej Ejzenštejn e altri artisti dell’avanguardia. Nel 1937 fondò una casa di produzione non-profit, la Frontier Films, che diresse fino al 1942; risale a quell’anno il lavoro forse più importante della società, Native Land, diretto da Strand insieme a Leo Hurwitz.

Le sue tendenze ideologiche e politiche si scontrarono con il diffuso sentimento anticomunista allora dominante e gli procurarono l’ostilità da parte del Comitato per le attività antiamericane (vedi Maccartismo). Nel 1951 lasciò gli Stati Uniti per la Francia, dove si stabilì definitivamente.

Al lavoro di Strand si ispirarono i fondatori del Gruppo f/64 (vedi Fotografia), movimento di fotografi statunitensi interessato principalmente alla resa di immagini e dettagli ad alta precisione, nel quale si distinsero Imogen Cunningham, Ansel Adams, Dorothea Lange, Edward Weston.

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